AS Roma

Pisilli & Co: una mediana da Mondiale

Niccolò si è preso la Roma sulle spalle. Gasp si affida a lui e agli altri centrocampisti: Cristante sotto tono, ma resta decisivo. Il recupero di Koné può fare la differenza

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Lorenzo Latini
30 Marzo 2026 - 06:00

Contro l’Irlanda del Nord i 7’ disputati nel finale gli sono valsi la seconda presenza in Nazionale. La prima, per Niccolò Pisilli, era arrivata un anno e mezzo fa, il 10 ottobre 2024: sembra passata una vita, e lo testimonia il fatto che all’epoca sulla panchina giallorossa sedeva Ivan Juric, e su quella azzurra Luciano Spalletti. “Piso” era reduce dal primo gol in A, al Venezia, e l’Italia ancora si leccava le ferite per l’eliminazione agli ottavi dall’Europeo. Tante cose sono cambiate, ed è cambiato lo stesso Niccolò: in quel momento era una promessa della Roma, che cominciava a ritagliarsi uno spazio; oggi è un tassello fondamentale, che si è conquistato la titolarità a suon di prestazioni, anche nel momento meno brillante dei giallorossi. Complici gli impegni in Coppa d’Africa di El Aynaoui prima e il doppio infortunio di Koné, il ventunenne romano è salito in cattedra, dimostrando a Gasperini di essere pronto a un ruolo da protagonista nello scacchiere romanista. Il tecnico sa che, da qui a fine stagione, potrà contare su un calciatore generoso sì, ma in grado di fornire anche la qualità che troppo spesso è mancata alla mediana giallorossa: un box-to-box che sa iniziare l’azione, sa dettare i tempi e allo stesso tempo sa buttarsi nell’area avversaria per andare a finalizzare. Ora che ogni punto può potenzialmente fare la differenza, serve personalità, ma anche qualità.

Le stesse caratteristiche che Gasp si augura di vedere anche dai compagni di reparto di Pisilli: a partire dal più esperto, Bryan Cristante, anch’egli impegnato con la Nazionale che domani si gioca l’accesso ai Mondiali contro la Serbia; il numero 4 è un fedelissimo del tecnico, come lo è stato anche dei predecessori di Gasperini, ma di recente è apparso sotto tono. A proposito di nazionali: non è impegnato con la Francia solo perché attualmente infortunato Manu Koné, un altro che - al suo rientro - sarà chiamato a fare la differenza per aiutare la Roma nella corsa a un posto in Champions. Con la sua fisicità e la capacità in interdizione, il francese può essere l’ago della bilancia negli equilibri della squadra: il suo recupero, in tal senso, è cruciale. 

Un discorso a parte merita Neil El Aynaoui, che col suo Marocco è già qualificato al Mondiale: l’altro giorno, nell’amichevole contro l’Ecuador, il romanista ha prima sbagliato un calcio di rigore, salvo poi farsi perdonare con il gol dell’1-1 all’88’. Il giocatore arrivato dal Lens finora ha trovato spazio un po’ a singhiozzo, più come dodicesimo uomo che come titolare. L’impegno in Coppa d’Africa può aver influito, anche perché è arrivato quando El Aynaoui sembrava nel suo miglior momento, fatto sta che il ventiquattrenne ancora non riesce a incidere. Anche da lui Gasp si aspetta molto in questo finale di stagione, a prescindere dal minutaggio che gli verrà concesso. Dai quattro centrocampisti passa molto del presente (e quindi del futuro) della Roma: senza Dybala, con Soulé sulla via del recupero e con l’attacco che funziona a corrente alternata, i quattro “moschettieri” di Gasp dovranno necessariamente essere loro. Archiviata questa sosta, il campionato entra nel rettilineo finale, quello in cui serve alzarsi sui pedali: Pisilli e i suoi compagni sanno che l’impresa non è semplice, ma è proprio in momenti del genere che si deve tirar fuori il meglio.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI