AS Roma

Dalla sosta alla sosta è cambiato il mondo

Nei precedenti tre stop per le nazionali, Roma sempre in top 4

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Leonardo Frenquelli
25 Marzo 2026 - 07:00

Da novembre a oggi sembra cambiato il mondo. Per la Serie A e chiaramente per la Roma, è cominciata la quarta e ultima sosta per le nazionali, arrivata in un momento buono per la squadra di Gasperini per tirare il fiato ed espellere (per quanto possibile) le tossine dell’eliminazione dall’Europa League e continuare a sperare in un posto in Champions League. I giallorossi sono arrivati a questo stop al sesto posto in classifica, non più pienamente padroni del proprio destino seppur lontani soltanto tre lunghezze dal Como di Fabregas e freschi di aggancio alla Juventus. Il tutto con due centravanti fuori per il resto della stagione (Dovbyk e Ferguson), Dybala in attesa di recupero e un calendario non pienamente favorevole rispetto alle dirette contendenti, senza entrare nel merito delle frizioni interne tra uomini di club e di campo.

Partenza sprint

Il mondo sembra davvero cambiato se si guarda indietro alle altre tre soste internazionali affrontate in calendario in questa stagione, con le quali rispetto a oggi, c’è praticamente un solo punto in comune: si è sempre vinto alla giornata precedente allo stop. La prima volta è stato col Pisa, il secondo successo su due della nuova Roma di Gasp che cercava ancora i suoi equilibri offensivi ma aveva battuto il Bologna al debutto col gol di Wesley e aveva già individuato in Soulé l’uomo che almeno per la prima parte d’annata l’avrebbe guidata per rendimento e incidenza. Al rientro da quel break è arrivata la prima sconfitta, interna e dolorosa contro il Torino, ma il derby vinto subito dopo aveva rimesso a posto le cose. Nel corso delle settimane si è poi aggiunto il cammino nella fase campionato, non sempre continuo ma con la certezza di una solidità difensiva che stava prendendo forma e importanza. La seconda sosta è arrivata a ottobre dopo il successo sulla Fiorentina per 2-1 e la Roma volava a ritmi Scudetto nonostante una scarsa resa dal punto di vista offensivo, con cinque vittorie su sei gare, nessun pareggio all’attivo e la classifica che la vedeva in vetta insieme soltanto al Napoli

Vicini alla vetta

Un mese dopo, l’ultimo stop del 2025 e fino a questo momento, dopo che il problema degli scontri diretti aveva cominciato a palesarsi (ko con Inter e Milan) e i primi infortuni che poi sarebbero diventati di lungo corso che in circostanze diverse cominciavano a farsi intravedere come nel caso anche a causa del dispendio energetico accumulato tra Europa e campionato. Quello che non era cambiato però era la posizione in classifica, saldamente tra le prime quattro, anzi, addirittura ancora in vetta con l’Inter a quota 24 punti con soli 12 gol fatti ma anche soltanto cinque subiti, dato che ha garantito ai romanisti il miglior rendimento d’Europa fino a qualche settimana fa. Da novembre in poi, chiaramente anche per il maggiore lasso di tempo, è successo tutto quello che ha portato la squadra di Gasp fino a oggi: vicina ma non vicinissima alla Champions, con in mezzo un mercato che ha regalato Malen ma poco altro, diverse partenze, infortuni di lungo corso e qualche certezza persa per strada, da recuperare necessariamente per continuare a sperare. Questa sosta regalerà il ritorno di Soulé dalla pubalgia e una cosa che non è mai mancata: la voglia di lottare.

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