Gasperini cerca la cura, la Roma cerca se stessa
Con il Lecce prima della sosta per ripartire con forza
(GETTY IMAGES)
Se a Trigoria hanno realmente compreso la portata della mortificazione subita contro il Bologna (che fa seguito a quella con il Torino in Coppa Italia, e l’altalena del risultato è pure drammaturgicamente simile), allora forse davvero da oggi si può provare a risalire la china. Altrimenti è tutto inutile. Se è chiaro a tutti (proprietà, dirigenza, giocatori, staff tecnici e di assistenza varia) in quale sprofondo si è di nuovo caduti venendo eliminati in Europa League, proprio come già accaduto in Coppa Italia, da una squadra più debole, data per soccombente alla vigilia dai bookmakers, allora è probabile che qualcosa sia già cambiato, in attesa del risultato di questo pomeriggio. Altrimenti è tutto inutile.
Se ognuno per la sua sfera di competenza si è reso conto di quanto si sia lavorato male in queste ultime settimane, allora forse la doppia mortificazione assume un senso quantomeno per la prospettiva futura. E la partita di oggi pomeriggio con il Lecce (calcio d’inizio ore 18, Stadio Olimpico esaurito di sicuro di pazienza, telecronaca a scelta tra Dazn e Sky, radiocronaca obbligatoria su Radio Romanista) potrebbe essere l’alba di un nuovo giorno in cui ritrovarsi uniti.
Su questo giornale avevamo ammonito qualche settimana fa che i risultati rischiavano di mascherare qualche crisi di rapporti che avrebbe potuto invece prima o poi riverberarsi sul rendimento della squadra, che poi è una cosa che interessa il tifoso assai di più rispetto al saluto più o meno caloroso che possano scambiarsi allenatore e dirigenti o alla diagnosi di un giorno in meno o in più sul risentimento muscolare o sulla distorsione di quel giocatore o di quell’altro. Il risultato di giovedì ovviamente non è diretta conseguenza di ciò che forse nei mesi scorsi a Trigoria non ha funzionato, ma non si può neanche escludere che un’incidenza l’abbia avuta e bene ha fatto Ryan Friedkin, nella breve riunione di venerdì sera, a richiamare tutti alla serietà dei comportamenti e all’allineamento necessario per rimettere la barca in navigazione. Poi a fine campionato si tirerà una linea e di sicuro qualche decisione verrà presa. Sullo staff medico, tecnico o dirigenziale.
Ma è ora che bisogna ripartire, con le forze residue rimaste sia fisiche (Gasp ieri ha fatto la conta dei superstiti) sia mentali (e su questo nessuno può sapere quali effetti il disagio vissuto potrà avere ancora). Non tanto per un piazzamento (l’eventuale quarto posto finale) che non esalta nessuno, quanto per l’idea che quel posto equivale a ricevere un finanziamento a fondo perduto di 50/60 milioni che indubbiamente inciderà nelle scelte tecniche della prossima stagione. I bookmakers credono (ancora) nella Roma: la vittoria oggi è data mediamente a 1,40, il pareggio a 4, la sconfitta addirittura a 8. I precedenti sono incoraggianti: nella sua storia il Lecce ha vinto solo una volta all’Olimpico, 40 anni fa, ed è meglio non ricordare anche qui il contesto (lo faremo nelle pagine successive). Per quanto riguarda Di Francesco contro la Roma le statistiche per lui sono addirittura spietate (su 15 confronti non ha mai vinto: 12 sconfitte e appena tre pareggi). Si può ripartire, insomma. Ma a Trigoria l’avranno capito?
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