Pisilli e l'arte dell'attesa: da comparsa a risorsa con Gasperini
Fino a fine 2025 solo 218 minuti, con un apporto minimo. Ma Niccolò ha aspettato il suo momento e il tecnico lo ha messo al centro della sua Roma
(MANCINI)
La stagione dell'amore viene e va. Quella di Niccolò Pisilli è iniziata senza preavviso, un po' per caso. Quando il centrocampo della Roma ha iniziato a dare segnali di cedimento: El Aynaoui in Coppa d'Africa, poi Koné fuori per infortunio e uno spiraglio in mezzo al rettangolo. Un posto in meno a tavola da occupare. E lui si è inserito alla perfezione. Non è solo il gol con la Cremonese, il terzo della sua stagione, a certificarne la pregevole ascesa: c'è altro dietro.
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— DAZN Italia (@DAZN_IT) February 23, 2026
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Basti pensare al consistente minutaggio acquisito, appunto, da inizio gennaio in poi. Sia per necessità, sia per la netta crescita tecnico-tattica. Ma soprattutto caratteriale. Prima del nuovo anno, giusto 8 presenze, di cui una dal primo. 218 minuti. Una miseria. Di fronte, due strade: mollare tutto e cercare una nuova isola felice; oppure, rimboccarsi le maniche. La scelta fatta, oggi, è evidente ed è racchiusa un po' nelle parole post-gara di ieri: "Quando arriva un nuovo allenatore ci sta che qualcuno ci metta di più a capirlo". Le persone (e i tecnici) vanno capite. Nel processo ci sono intesa, dedizione, comunicazione. Quest'ultima, parola chiave nel percorso di studi di Niccolò. Dentro e fuori dal campo.
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Il 2026 sembrava presagire altre difficoltà. 7' a Bergamo, dopodiché la svolta: Gasperini lo ha preso e lo ha messo al centro con Lecce, Sassuolo e Torino. Due apparizioni dal 1' e ordine ristabilito, nei pensieri e in mezzo al prato. Con la Lupa sul petto. Precisione nei passaggi, verticalità data alla squadra, pericolosità offensiva. Fino alla doppietta contro lo Stoccarda, su due inserimenti offensivi (specialità della casa), e il gol alla Cremonese. Da quella sfida contro l'Atalanta, ben 654 minuti spartiti in 12 apparizioni. Più le tre reti, tutte carismatiche. D'altronde, come detto dal diretto interessato, tanto passa dalla testa: "Sono diventato un giocatore più maturo e affidabile per i concetti del mister". Tutto vero. Parola di chi ne ha avute, di occasioni. Senza perderle. E l'impressione è che Niccolò stia diventando, grazie all'ausilio di Gasp, proprio ciò che i tifosi si auguravano diventasse. Un giocatore brillante. Romano e Romanista.
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