AS Roma

Da Atene a Udine: ancora a casa di amici

Giovedì scorso con il Panathinaikos si è celebrato il ventennale del gemellaggio. Domani gli udinesi, avversari solo sul campo e non sugli spalti. Ma senza i romanisti dalla Capitale

PUBBLICATO DA Fabrizio Pastore
01 Febbraio 2026 - 08:00

Pochi ma buoni. Le amicizie fra i romanisti e le altre tifoserie possono contarsi sulle dita di una mano, eppure sono tutte solide, pluriennali, profonde. Anche se le occasioni d’incontro non sempre sono frequenti. Al di là di qualche rapporto personale fra esponenti di determinati gruppi, quelle riconosciute e riconoscibili racchiudono i tifosi di Atletico Madrid, Palermo, Sambenedettese, Panathinaikos e Udinese

Per uno strano scherzo del calendario, le ultime due sono finite una dietro l’altra. A distanza di appena quattro giorni. Ma con una differenza enorme: in Friuli il provvedimento restrittivo nei confronti dei tifosi giallorossi impedirà la trasferta a chi è residente nella Capitale e dintorni, nonostante rischi pari a zero. Mentre  ad Atene i 2.500 romanisti hanno testato di persona la vicinanza della Curva greca. Striscioni con i colori di entrambe le squadre; cori cantati all’unisono (anche contro i rivali  di entrambe); un settore ospiti separato dal resto dello stadio soltanto formalmente, mentre molti fra gli esponenti delle due fazioni si sono mischiati, ognuno coi propri colori ma in mezzo agli avversari-amici, o anche scambiandosi materiale. Un gemellaggio in piena regola (nato dal basket), che ha ormai toccato i venti anni di storia, celebrato pure nella sera precedente alla partita in una grande festa. Con tutti gli ingredienti più idonei alla convivialità: dagli inni intonati insieme, agli stendardi attaccati uno accanto all’altro, alle bevute di gruppo. Separati dalla sfida di campo, ma uniti in tutto il resto.

Caratteristica tipica delle amicizie di lungo corso fra tifoserie organizzate: i risultati di campo non influiscono in alcun modo sui rapporti fra gruppi. Per avere conferma si può guardare anche in casa d’altri: la famosa debacle interista del 5 maggio 2002 (come il titolo perso al fotofinish l’anno scorso) è arrivata per mano della squadra di stanza a Formello, nonostante il rapporto quasi ossequioso dei suoi tifosi nei confronti di quelli nerazzurri. Ed è soltanto uno degli esempi eclatanti, che potrebbe essere esteso a ogni latitudine.

Al di là delle prese di posizione perbeniste, spesso dense di pregiudizi quanto prive di conoscenza diretta delle Curve, la rivalità resta il sale del tifo. Senza per questo dover trascendere in incidenti, chiaro. Ma l’approccio conflittuale dagli spalti rende più vibrante l’atmosfera delle stesse partite. Non c’è bisogno di sociologia o fenomenologia delle masse per capirlo, basta guardare un qualsiasi derby. Ed è proprio questo l’aspetto che dà valore alle amicizie, di più se sono rare. Proprio come accade nella vita di ogni giorno. Peccato non poterlo (ri)vivere anche a Udine.

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