AS Roma

Testa e pazienza: Arena-gol con la Roma, eppure nulla è cambiato

13 gare e 5 gol in Primavera. E ieri il 1º sigillo con Gasp, da sedicenne. Anche il direttore delle giovanili del Pescara ne raccontò la mentalità. Ora serve tempo

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Sergio Carloni
14 Gennaio 2026 - 14:44

Più su, nel silenzio, tra le nuvole. Un saltello che pare un decollo, dopo una presa di posizione degna da numero nove, basta nel caso di Antonio Arena per ricevere le lodi di un popolo intero. Quello romanista. Dall'altalena dell’Olimpico, la Roma scende con l'uscita di scena dalla Coppa Italia. Con rammarico, senza festeggiare. Eppure, il classe 2009 smorza la delusione: quel gol a 1’ dall’ingresso sa di speranza. Sa di certezza.

Sa di novità per una squadra che fino a pochi giorni fa non vedeva esordi dal settore giovanile da più di due anni. Poi, Romano a Lecce il 6 gennaio e ieri l’ex Pescara col Toro. L'entrata in campo all’80’, quindi il 2-2 all’81’. Ringraziando l’efficace cross di Wesley. Fino a quel maledetto 2-3 granata, a rovinare la serata degli uomini di Gasperini e del talentino italo-australiano.

Eppure, in quel pallone spinto in rete con l'ostinazione e l’esperienza di un attaccante navigato c’è tanto. C’è tutta l’affidabilità verso (se non tutti, alcuni) i giovani del vivaio romanista: vivaio da sfruttare sul campo. Arena è solo l’ultimo. In una notte che lo porta a diventare il 3º marcatore più giovane di sempre per la Roma, con Alberto Di Chiara e dietro solo a Stefano Okaka e Amedeo Amadei. Sedici anni, undici mesi, tre giorni. In Primavera, 5 gol in 13 presenze al servizio di Guidi nel 2025-26; uno di questi da centrocampo. Da capogiro. Simbolo del suo carattere. E non è un caso che pure Gasperini lo abbia elogiato alla fine dei giochi: "Ha una carica agonistica importante, forza da vendere. E non ha timore".

A svelarne tenacia e abnegazione era stato Angelo Londrillo, direttore responsabile delle giovanili pescaresi, a Il Romanista. Qualche settimana dopo il suo approdo nella Capitale. "Ci colpì subito, nel 2022, quando lo prelevammo dai Sydney Wanderers. Il suo più grande punto di forza è la testa. È talmente proiettata nel fare il meglio possibile... che arriva a fare cose fuori dal comune”. La testa. Sempre quella testa che colpisce il pallone e lo spedisce alle spalle di Paleari. Tutto torna.

E nel frattempo, i mormorii diventano cori. I tifosi si complimentano, applaudono, sugli spalti e fuori dall'Olimpico. Ne invocano la presenza fissa in campo. Quando più che altro servirebbe pazienza. La virtù più importante nei confronti di un giovane, seppur di spessore. Proprio come Arena. Continuerà a mettersi al servizio della Primavera, a rispondere alle chiamate del Gasp, e a renderlo fiero, chissà. Lui stesso, d'altronde, ha affermato: "Dopo oggi non cambia niente". Sedici anni, talento ed ambizione. Voglia di sbocciare. Senza fretta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CONSIGLIATI