Gasp, se vedere rosso complica le cose
In inferiorità numerica in 22 gare, all’Atalanta il tecnico ne perse 13. 5 vittorie con un uomo in meno, l'ultima 4 anni fa. In sole 2 occasioni il risultato è migliorato
(GETTY IMAGES)
Probabilmente, citare il celebre “niente piani di riserva” cantato da Gli Ultimi (punk band romana), per riassumere le difficoltà che le espulsioni portano a Gian Piero Gasperini, sarebbe quantomeno ingeneroso. Non lo è analizzare il rendimento della sua Atalanta e osservare come, nei nove anni con il tecnico, le espulsioni abbiano complicato parecchio le cose alla squadra bergamasca. Lo ha ammesso lo stesso Gasp domenica, parlando ovviamente della Roma e riferendosi al cartellino rosso di Celik. Una volta in inferiorità numerica, la squadra ha smesso praticamente di attaccare, reggendo quasi bene all’assedio del Cagliari, ma capitolando poi sul gol di Gaetano a meno di 10’ dalla fine. Un comportamento che ben si allinea con quello tenuto dall’Atalanta quando, con l’attuale allenatore giallorosso in panchina, si è ritrovata con uno (o più uomini) in meno. Non che sia successo tante volte: su 439 partite con Gasperini, soltanto in 22 occasioni la Dea ha chiuso con un rosso, per un totale di 24 calciatori espulsi (in due occasioni, Genoa-Atalanta 3-1 del 2018/19 e Sassuolo-Atalanta 1-0 del 2022/23, finirono addirittura in nove). Di queste 22 partite, soltanto 5 sono state poi vinte, l’ultima più di quattro anni fa: quarti di finale della Coppa Italia 2020/21, Atalanta-Lazio 3-2. In quell’occasione dopo l’espulsione di Palomino i nerazzurri riuscirono addirittura a migliorare il risultato una volta in inferiorità numerica, trovando il gol della vittoria: una sorta di impresa, visto che nel ciclo di Gasperini a Bergamo questo è successo solo in un’altra occasione (nel 2017/18, contro il Milan, sotto di un gol e di un uomo dopo l’espulsione di Toloi, arrivò nel recupero il gol dell’1-1 firmato Masiello).
I pareggi arrivati con l’Atalanta in dieci sono 4, e in nessuna di queste partite Gasperini partiva da situazione di vantaggio. Ciò dimostra perciò che la squadra, una volta rimasta in dieci, adottava una buona strategia difensiva, ed è confermato dai numeri: nelle 22 partite esaminate sono 35 i gol subiti, ma solo 13 di questi sono arrivati dopo l’espulsione. Per una difesa che reggeva, c’era però un attacco che (come quello giallorosso a Cagliari) spariva: soltanto 22 gol fatti in queste 22 gare, addirittura solo 5 con l’Atalanta in dieci uomini. Analizzando i risultati, sono infine 13 le sconfitte: va detto però che solo in 5 occasioni la Dea non si trovava già sotto nel risultato. Emergono, tra queste, sfide molto importanti: lo scontro per la vetta perso contro l’Inter (espulso Ederson) nello scorso campionato, gli ottavi di finale di Champions League persi contro il Bruges per 3-1 (Toloi), o la gara di UCL persa nel 2021 contro il Real Madrid (Freuler). Segno forse di una certa fragilità mentale nei momenti più importanti. Per chiudere, figura, tra i giocatori espulsi, anche un giovanissimo Gianluca Mancini, in un Juve-Atalanta del 2018 (sull’1-0, partita poi finita 2-0). C’è spazio anche per la Roma, che in casa nel 2018 riuscì soltanto a dimezzare lo svantaggio nonostante il rosso a De Roon: l’Atalanta di Gasp vincerà 2-1.
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