Era il tre maggio. Il nostro Daniele Lo Monaco su questo giornale ci riferiva di un Chelsea a Boston a fine Premier. E, pure, di conseguenza, di un possibile, probabile incontro del preparatore atletico dei Blues, Paolo Bertelli, con James Pallotta. Non ci risultano smentite, anzi. E ieri sera all'aeroporto bostoniano, il Chelsea è regolarmente atterrato, come riferito con puntualità e tanto di disegnino dallo stesso Bertelli attraverso i suoi social.

Incontro a Boston?

Dunque ci sarà o no l'incontro? Impossibile saperlo, anche perché sulla questione, per ovvi motivi, c'è un riserbo totale da entrambe le parti. Ma non è certo un mistero che la Roma, dopo i disastri di questa stagione, si stia interrogando da tempo sulla questione preparatore atletico. Consapevole che quello successo in questa annata, una cinquantina di infortuni muscolari, non si dovrà ripetere. E che Paolo Bertelli sia considerato il profilo giusto per risolvere una buona parte del problema, è assolutamente una verità. Non solo per i suoi trascorsi in giallorosso ai tempi del primo Spalletti, trascorsi che sono rimasti nel cuore dello stesso Bertelli che non ha mai nascosto di essere più che lusingato dall'ipotesi di un suo ritorno a Trigoria. Ma soprattutto perché il lavoro del professionista fiorentino, è sotto gli occhi di tutti. Un lavoro che era stato apprezzato sin dalla sua prima esperienza a Roma, ma che adesso, a distanza di anni, è stato confermato pure da una carriera di sempre maggiori successi: tre anni a Torino con Antonio Conte, poi sempre con il tecnico pugliese in Nazionale e anche al Chelsea, scudetti e coppe ad arricchire la personale bacheca.

Per queste ragioni, nel momento in cui Pallotta, irritato per quello che ha visto in questa stagione, ha richiamato Ed Lippie come supervisore della parte atletica, il professionista americano ha pensato bene di contattare Bertelli per provare a riportarlo a Trigoria. Una scelta dettata non solo dai risultati sul campo delle squadre in cui Bertelli ha lavorato, ma soprattutto dai risultati fisici dei giocatori con cui ha lavorato l'ex preparatore atletico della nostra nazionale. Per dire: con la finale di Europa League del ventinove maggio a Baku, il Chelsea raggiungerà la sessantatreesima partita ufficiale di questa stagione (se poi si aggiungono le partite nelle varie nazionali di molti dei componenti della rosa dei Blues, si arriva a settanta e oltre). Uno sproposito. E volete sapere quanti sono stati in questa annata gli infortuni muscolari dei giocatori del Chelsea? Uno, Kante. Poi basta. Fosse successo a Trigoria, oggi la Champions non sarebbe un miraggio.