Nessuno può dire io l'avevo detto. Perché siamo pronti a scommettere che non c'è qualcuno che, alla vigilia di questa lunga e tormentata stagione, alla domanda su chi sarebbe stato il giocatore giallorosso che avrebbe sommato più presenze, come risposta avrebbe detto Bryan Cristante.

Ancora di più dopo i primi due mesi di campionato dove il ragazzo arrivato dall'Atalanta per cinque milioni, più quindici, più cinque di bonus, tutto aveva fatto meno che convincere, trasformandosi da miglior centrocampista italiano della precedente stagione in uno dei primi e principali capi d'accusa nei confronti del mercato del senor Monchi.

Mai infortunato

E invece il soldato Bryan non si è scoraggiato. Ha continuato a lavorare e, complice la fortuna di un fisico che lo ha tenuto al di fuori del calvario infortuni di questa Roma (toccando ferro, c'è da dire che non si ferma per problemi fisici da oltre quattro anni), oggi contro il Genoa sommerà la presenza quarantuno tutto compreso su quarantacinque partite ufficiali giocate dalla squadra giallorossa. Segnando quattro reti, tutte in campionato, che potevano essere cinque se Juan Jesus non lo avesse privato della manita toccando un pallone sulla linea di porta (del Chievo).

Nessuno come lui. Alle sue spalle i più vicini sono Nzonzi e Dzeko con trentasei presenze, tutti gli altri sono ancora più lontani. In campionato per scelta tecnica è rimasto in panchina soltanto in occasione della partita casalinga contro il Frosinone. Poi ha sommato solo altre due assenze per squalifica, la prima con il Milan all'Olimpico, la seconda giusto giusto nel turno precedente, ancora in casa, contro il Cagliari. In coppa Italia non si è perso neppure un minuto compresi i novanta di calvario a Firenze, in Champions presente in sette delle otto gare, unica assenza l'esordio a Madrid contro il Real, per il resto un intoccabile.

Questa tendenza è diventata ancora più tendenza, da quando Ranieri è tornato a sedersi sulla panchina giallorossa. Con l'ex del Fulham, a parte l'assenza in quella con il Cagliari per squalifica, Cristante le ha giocate tutte dal primo all'ultimo minuto di gioco, recuperi compresi. Oltretutto adattandosi a un ruolo che all'Atalanta non era il suo.

Mediano a sorpresa

A Bergamo Gasperini lo aveva inventato trequartista con il vizio del gol. Una stagione fantastica che gli aveva garantito l'interesse di diversi club. La Roma, in quel caso, fu la più veloce a chiudere l'operazione portandolo a Trigoria. Dove però, quel ruolo di trequartista c'era a singhiozzo e quando c'era bisognava battere una concorrenza piuttosto folta e di qualità (Lorenzo Pellegrini, Zaniolo, Pastore).

Le cose sono cambiate complici le lunghe assenze di De Rossi per infortunio e un cambio del modulo di base, non più tre centrocampisti ma due mediani davanti alla difesa. Quindi Cristante trequartista? Manco per niente, mediano al fianco quasi sempre di Nzonzi per un'accoppiata in cui pochi avrebbero creduto. Il soldato Bryan ha faticato all'inizio (anche perché al fianco aveva sempre un giocatore con il suo passo), ma poi piano piano ha capito ruolo, posizione, tempi e la necessità che qualche volta nel calcio può essere fondamentale anche il solo stare al posto giusto nel momento giusto. E oggi a Marassi, scontata la squalifica, Cristante si riprenderà il posto in mezzo al campo, ormai convinto che non è poi così male una vita da mediano.