«Ho nella mente tutte le squadre che ho allenato, ma mi brillano gli occhi soltanto per la Roma e per il Cagliari: sono quelle che porto nel cuore». Parole e musica di Claudio Ranieri, non più di sei giorni fa, durante la conferenza di presentazione di Inter-Roma.

Tu chiamale, se vuoi, emozioni. Quella di sabato non potrà mai essere una partita come tutte le altre per il tecnico giallorosso. E se da un lato l'amore per la squadra della sua città - quella in cui ha mosso i primissimi passi da calciatore - appare quasi inevitabile, quello per i rossoblù risale agli albori della sua carriera da allenatore.

Quando, nel 1988, i fratelli Orrù gli affidano la panchina dei sardi, quello che diventerà Sir Claudio è reduce da una stagione alla Campania Puteolana: il Cagliari è in C1 e vuole tornare ai fasti di un tempo. Magari non a quelli di Gigi Riva, ma comunque l'obiettivo è risalire nel massimo campionato. Nella prima stagione Ranieri vince il girone B e ottiene la promozione nel campionato cadetto, con tanto di ciliegina sulla torta: la conquista della Coppa Italia di Serie C.

L'anno seguente è altrettanto trionfale: Festa, Firicano e il suo concittadino Massimiliano Cappioli centrano il terzo posto che significa Serie A. In due anni la scalta è compiuta: 20 gol subiti in 38 partite, in Coppa Italia portano fino ai supplementari la Juventus che poi vincerà il trofeo e la Coppa Uefa.

Per la Serie A i rossoblù si regalano un duo uruguagio da far stropicciare gli occhi: Enzo Francescoli e Daniel Fonseca. Alla seconda giornata Ranieri e i suoi vincono 2-1 al San Paolo contro il Napoli campione d'Italia, poi costringono al pareggio Juventus, Roma e Inter. Chiudono al tredicesimo posto, in coabitazione col Bari a quota 29 punti, centrando la salvezza. In estate il tecnico testaccino spicca il salto e si accasa al Napoli, nuova tappa di una carriera in rampa di lancio che lo riporterà a casa - all'ombra del Colosseo - soltanto molti anni dopo.

I rush finali

La permanenza in A del Cagliari del 1990-91 arriva anche grazie ai risultati ottenuti nelle ultime cinque partite, in cui i rossoblù raccolgono una vittoria e quattro pareggi. Due quali illustri, perché arrivano in casa contro Juventus e Roma: due 0-0, a cui si aggiungono i segni X in casa di Genoa (2-2) e Bari (1-1) e il successo per 2-1 a Bologna.

Il rush finale con la Roma nel 2009-10 porta dodici punti in cinque gare, ma l'unica sconfitta è più dolorosa che mai. Dopo la vittoria in rimonta per 2-1 nel derby (decisiva la doppietta di Vucinic e il rigore parato da Julio Sergio a Floccari), i giallorossi il 25 aprile vengono battuti 2-1 all'Olimpico dalla Sampdoria e si vedono scavalcare in testa dall'Inter. Un ko che vanifica la splendida rincorsa compiuta con Ranieri al timone.

Ciò nonostante, Totti e compagni tengono il fiato sul collo dei nerazzurri. Arrivano tre vittorie: 2-1 a Parma, 2-1 in casa proprio contro il Cagliari e il 2-0 al Chievo in uno Stadio Bentegodi che si tinge di giallorosso per l'esodo di massa dei romanisti.

Ora ecco un altro rettilineo che chiama uno sprint, stavolta per un posto in Champions: per Claudio il finale passa dai suoi inizi in panchina e dall'unica altra squadra - insieme alla Roma - in grado di fargli brillare gli occhi. Ha conquistato la piazza e fatto tornare entusiasmo, tanto da essere entrato nella lista dei papabili per la riconferma.

La pista Conte

Ma in casa giallorossa non tramonta la pista che porta ad Antonio Conte, anzi... Il tecnico salentino è tra gli obiettivi principali dalle parti di Trigoria. La Roma ci sta provando. E tanto. Un'operazione forse complicata, ma non impossibile. Prima però c'è da chiudere al meglio la stagione sotto la guida di Sir, anzi, Sor Claudio.