Silenzio. Ufficiale, comunque silenzio. Da una parte e dall'altra dell'Atlantico. Ricky Massara a Boston con il presidente James Pallotta e il suo consigliere preferito Franco Baldini, il resto della dirigenza giallorossa da queste parti, in attesa di raggiungere il grande capo per un vertice che prenderà di petto tutte le altre problematiche della società, a cominciare da quello stadio che non può che essere comunque al centro dei pensieri.

Eppure una telefonata di qua, un'altra di là, un'indicazione è trapelata sul vertice calcistico che si sta tenendo a casa Pallotta. Ovvero Ricky Massara è più saldo nel suo ruolo di direttore sportivo della Roma, a meno che non sia lui a decidere di dimettersi. Del resto Massara, da quando Monchi ha salutato, si sta muovendo da uomo mercato totale della Roma, incontri (anche a Genova, per esempio, poche ore prima della partita contro la Sampdoria) con procuratori e dirigenti, trattative in entrata e in uscita, indipendentemente da chi sarà l'allenatore della Roma nella prossima stagione.

A quello, l'allenatore, ci stanno pensando i dirigenti (romani) al massimo livello avendo in testa un'idea complicata come quella di Antonio Conte. Difficile, ma fino a quando l'ex Chelsea non sarà ufficialmente sulla panchina di un'altra squadra, a Trigoria (in particolare un alto dirigente e Francesco Totti) spereranno.

La questione Campos

Dunque, Massara ds e basta? Domanda che ci sta, visto che non è un mistero per nessuno che Franco Baldini preferirebbe affiancargli un'altra figura (che non è Totti). Il nome più gettonato e che Pallotta ha sicuramente incontrato nelle settimane scorse negli Stati Uniti, è il portoghese Luis Campos.

Le ultime fanno sapere che le quotazioni dell'attuale uomo mercato del Lille sarebbero in ribasso (in rialzo, pare, siano quelle di Petrachi, cosa che potrebbe legarsi al discorso Conte). Ma non per quello che ha dichiarato il presidente del club francese. Campos è un dirigente che non è a libro paga del Lille. Per intendersi, è un libero professionista che lavora a percentuale sugli affari che il club che lo interpella riesce a concludere.

La sua residenza è sempre rimasta a Montecarlo, ha un articolato rapporto di lavoro con la squadra attualmente seconda in Ligue 1 e che nell'ultimo turno di campionato ha rifilato cinque pappine al Psg rimandando la festa dell'emiro con cui Campos ha avuto un acceso diverbio nel corso della partita. Tutto questo, comunque, per dire che Campos può lavorare con chi gli piace e pare. Solo che...

Baldini traballa?

Campos è l'uomo proposto da Baldini a Pallotta. Il manager internazionale, grande amico di Jorge Mendez, considerato un fenomeno per ottenere quelle plusvalenze che sono necessarie al bilancio della Roma. Il suo mancato arrivo rappresenterebbe la seconda sconfitta, si fa per dire, per i consigli di Baldini. La prima, se qualcuno se lo fosse dimenticato, è stata quella relativa al mancato arrivo di Paulo Sosa nel momento dell'esonero di Di Francesco.

Che la Roma romana cominci ad avere un peso specifico e più importante rispetto a quella internazionale? Una risposta probabilmente definitiva, l'avremo sulla questione allenatore che di sicuro è stata affrontata nella due giorni bostoniana. Come detto, a Roma i pezzi grossi si stanno nuovendo forte su Conte, pur sapendo che centrare l'obiettivo è ai confini della realtà.

E Conte non è il candidato numero uno di Baldini che ha già votato per Maurizio Sarri che, dicono, gradirebbe un ritorno in Italia se il Chelsea gli dovesse dare il benservito. Prima Sousa, poi Campos, infine Conte. Per Baldini non sarebbe il massimo. E qualcuno a Roma, potete giurarci, brinderebbe.