Chissà quanti ci avrebbero scommesso un euro che una delle certezze della Roma di Ranieri fosse Justin Kluivert. L'olandese pronti-via ha ricevuto subito l'attestato di stima più grande: quello del campo, quando cioè il tecnico ex Fulham che è tornato per aggiustare la Roma gli ha detto: «Justin, giochi tu». Gliel'ha detto in occasione dell'esordio sulla panchina giallorossa contro l'Empoli ed è stato ripagato da una prova di sacrificio, un po' opaca in fase di proposizione, ma la cosa importante, quella sera, era dare equilibrio. E Justin l'ha preso in parola, non si è certo risparmiato, né nella prima partita del nuovo corso, né nella quinta, che l'ha visto ancora scendere in campo. Cinque su cinque, anche se con risultati alterni. Negativo, ad esempio, nella trasferta con la Spal e "senza voto" per i minuti finali di Roma-Napoli. Ma Ranieri ci ha puntato ancora, con la Fiorentina, infatti, l'ha schierato ancora titolare.

Così come a Genova. In entrambi i casi non risparmiandogli la sostituzione, perché a Kluivert chiede molto. E l'olandese dà. L'abbiamo visto rientrare come un Mandzukic qualunque, ma con meno titoli sui giornali. Manca ancora nella lucidità delle scelte. Preoccuparsi? Macché, Ranieri l'ha spiegato che è «acerbo». Preoccuparsi dei fischi, allora, quando contro i viola all'Olimpico è uscito tra i mugugni del pubblico? «Forse erano diretti a me che l'ho sostituito», ha detto Ranieri. Ma su questo giocatore la Roma e il suo attuale tecnico puntano ancora, anche perché diciannove anni sono pochi per promettersi il futuro. E Justin, per ora, pensa solo a migliorare e ad aiutare la Roma attraverso quello che gli richiede il tecnico. Giocando e allenandosi in fiducia (a Trigoria fa stropicciare gli occhi a chi lo vede lavorare).

Assist e gol cercasi. Per un Kluivert in rampa di lancio con Ranieri c'è un Ünder rimasto indietro: solo 23' giocati da quando c'è King Claudio (ma nelle prime due partite non era nemmeno convocato perché convalescente). Per forza di cose, perché l'infortunio muscolare che l'ha attanagliato da inizio gennaio si è rivelato più lungo nel recupero di quanto previsto. Gengo, come lo chiamano a Trigoria, però sta riprendendo la condizione. Ha saltato forse la fase più negativa della stagione della Roma, quella che ha portato all'addio di Di Francesco e Monchi, allenatore e ds che l'hanno preso e portato nella Capitale. Anche Ranieri ci punta, vuole solo lavorarci un po' di più, visto che per tre settimane si sono solo incrociati negli spogliatoi. E il turchetto vuole tornare a brillare e lasciarsi alle spalle i guai fisici, dai quali ha faticato a riprendersi, anche per la paura di ricaderci.