Sono bastati diciotto minuti nel concitato finale di Genova per fornire la conferma: El Shaarawy è tornato. Non soltanto disponibile dopo tre settimane, smaltito il problema muscolare subito durante il ritiro con la Nazionale, ma anche rimettendo subito in campo il giusto spirito di sacrificio. Tre minuti dopo aver dato il cambio a Kluivert, il Faraone si è goduto da vicino il gol del vantaggio firmato da De Rossi. Poi si è messo a disposizione della squadra che doveva a tutti i costi conservare il vantaggio e portare a casa i tre punti dopo tante giornate amare, attenendosi a compiti più di copertura che d'attacco.

Preziosissimo il suo lavoro sulla fascia sinistra, a dare manforte a Kolarov e più in generale a tutti i compagni in fase difensiva. Un atteggiamento sicuramente apprezzato da Ranieri, come dagli altri tecnici che si sono alternati sulla panchina giallorossa prima di lui. Il ricorso frequentissimo a El Shaarawy da parte di tutti gli allenatori che lo hanno avuto a disposizione deriva proprio dalla sua capacità di abbinare tecnica sopraffina a capacità di ripiegamento.
Nelle scorse stagioni se c'era un aspetto del giocatore che ancora lasciava a desiderare, era quello relativo alla continuità di rendimento. Quest'anno invece, al netto degli infortuni che non hanno risparmiato nemmeno lui, il numero 92 si è segnalato come uno dei migliori della rosa, riuscendo anche a battere il proprio record di realizzazioni in campionato con la maglia romanista: nove centri fino a questo momento (arricchiti da due assist e due rigori procurati), a fronte degli otto delle prime due stagioni e dei sette segnati nell'ultima.

È stato proprio Stephan a inaugurare l'era-Ranieri con un gran gol contro l'Empoli che l'ha confermato in vetta ai marcatori giallorossi in Serie A. Una rete che ha corroborato l'effetto amuleto del Faraone: quando appare la sua firma nel tabellino, la Roma esce imbattuta dal campo. I suoi centri hanno accompagnato cinque vittorie e tre pareggi, che in una stagione avara di soddisfazioni rappresentano un discreto bottino. Al di là della scaramanzia, dati e doti di El Shaarawy forniscono un'altra freccia all'arco di Ranieri, che potrà contare anche su di lui nella volata finale per centrare la qualificazione in Champions.

La marcia giusta

Fondamentale sarà canalizzare la velocità sulla corsia appropriata, destra o mancina che sia, purché sul campo. Mentre nelle ultime ore il giocatore è stato protagonista di cronache extracalcistiche, effetto di un incidente risalente a settembre del 2016. All'epoca la vettura di Stephan si scontrò con quella di un medico sulla Pontina. Il Faraone si mostrò pronto a risarcire i danni, ma l'altro automobilista preferì ricorrere al procedimento giudiziario. A tre anni di distanza dall'episodio, il Tribunale ha disposto la sospensione della pena, con quella che viene definita "Messa alla prova", accogliendo la richiesta del calciatore che si era reso disponibile a svolgere servizi di pubblica utilità. Lui avrebbe voluto essere attivo in qualche struttura sanitaria specializzata in cure infantili, ma questo genere di volontariato è possibile soltanto in presenza di strutture convenzionate con il Comune, che invece non ha accordi simili con le associazioni che operano in campo ospedaliero. La soluzione è stata trovata proprio attingendo alle qualità professionali di El Shaarawy, oltre che alla sua volontà di rendersi utile per i bambini meno fortunati. L'attaccante romanista insegnerà calcio ai giovanissimi per cinque mesi, nell'ambito del progetto "Calcio integrato" promosso e sostenuto da Roma Cares (associazione riconosciuta dal Campidoglio). Ad apprendere i fondamenti calcistici ci saranno piccoli tra i sei e i dodici anni affetti da disabilità psicomotorie. Poi, a settembre, Stephan tornerà davanti al giudice. Arricchito da un'esperienza unica.