Nessuno mai come la Roma. Almeno in fatto di Capitani romani e romanisti. Escludendo quelli occasionali durante una partita ufficiale e prendendo, quindi, in considerazione solo quelli designati all'inizio di una stagione, sono ben nove i romani e romanisti che hanno avuto l'onore di mettersi al braccio la fascia di Capitano della Roma.

È una storia antica. Anno 1927, il primo Capitano è stato Attilio Ferraris IV, nato a Borgo, un mito della nostra storia. La Juve che pure allora era la Juve, provò a portarlo a Torino cercando di sfruttare le origini piemontesi di papà Ferraris. La risposta fu che il figlio non era in vendita e voleva giocare solo nella Roma. Più o meno come fece Gigi Riva quando si presentò la vecchia signora per portarlo via dal suo Cagliari.

La fascia negli anni trenta passò poi al Professore, Fulvio Bernardini, un fuoriclasse che Vittorio Pozzo decise di non chiamare più in Nazionale perché troppo bravo rispetto agli altri. Il terzo romano e romanista a diventare Capitano, è stato Amadeo Amadei, il fornaretto di Frascati, il centravanti del primo scudetto, un autentico bomber che i tifosi dell'epoca ricordano come uno dei più grandi giocatori che hanno vestito la maglia giallorossa.

La storia poi è continuata, sempre più solida, anche nel dopo guerra, con Egidio Guarnacci, centrocampista di qualità e quantità, uno dei titolari della Roma che vinse la Coppa delle Fiere, una coppa che è stato il primo trofeo internazionale vinto da una squadra italiana (in quella Roma come Capitano indimenticabile ci fu anche Giacomino Losi, nato in provincia di Cremona, ma romano d'adozione). Dalla fine degli anni settanta, la sequenza di Capitani romani e romanisti è diventata una tradizione che nessuna squadra può vantare.

L'ultimo straniero, si fa per dire, è stato Sergio Santarini che la fascia poi la lasciò al Capitano dei Capitani, Agostino Di Bartolomei, il Capitano del secondo scudetto, il giocatore e l'uomo che è entrato nel cuore di tutti. Quando Ago fu venduto, per un breve periodo la fascia fu indossata da Bruno Conti. Poi ci sono stati Giuseppe Giannini e, soprattutto, Francesco Totti, il più grande della storia romanista. E oggi c'è Daniele De Rossi. Speriamo che lo sia ancora a lungo, sapendo comunque che questa storia continuerà.