Su la cresta e sulla cresta. Nelle sue precedenti tre stagioni romaniste un El Shaarawy così non si era mai visto. L'attaccante savonese è sempre stato un giocatore importante, dotato di grandi colpi tecnici e capace di risolvere anche le partite più complicate con una giocata delle sue. Ma ancora non aveva mostrato una continuità di rendimento come quella evidenziata nell'annata in corso.
Diciannove partite in campionato e nove reti per lui, dopo quella che ha aperto l'era Ranieri-bis lunedì sera contro l'Empoli. Un gol bellissimo quello del Faraone, che ha raccolto una corta respinta della difesa toscana dal vertice dell'area - defilato sulla sinistra come da abitudine consolidata - ha eluso un primo intervento con una finta e col destro a giro ha trovato l'angolino alto opposto. Un centro che ne ha ricordato un altro, realizzato sempre dal numero 92 e ancora in una gara in notturna con l'Empoli, ma in trasferta. Era arrivato da poco in giallorosso, dimostrando subito di essere un acquisto giusto nonostante i dubbi che qualcuno aveva sparso sul suo conto. Due reti nelle prime due partite, poi la doppietta al Castellani, con un altro gran tiro dalla distanza a spegnere la sua corsa sotto l'incrocio dei pali, avviando anche in quell'occasione la corsa della squadra verso la conquista dei tre punti.
Un'annata magica la sua prima nella Capitale, impreziosita da otto gol in sole sedici presenze. Cifre simili a quelle attuali, che lo vedono segnare alla media di ogni due partite disputate. E al di là delle realizzazioni, l'ex ragazzo prodigio del calcio italiano sta avendo un rendimento altissimo, sia pure in una stagione segnata più da bassi che da alti per la squadra. Di Francesco lo considerava un elemento importante, per la sua capacità di saltare l'uomo e al tempo stesso per una spiccata propensione al sacrificio in fase difensiva, dote non comune per chi è abituato a fare l'attaccante. Anche nella gara d'esordio di Ranieri ha confermato le sue attitudini. E nel finale di partita, dopo le sostituzioni forzate di Zaniolo e Schick e l'espulsione di Florenzi, si è sobbarcato praticamente da solo tutto il peso del reparto, sdoppiandosi fra zone centrali e laterali del campo e riuscendo a dare respiro alla squadra nel momento di massima sofferenza. Prima che il centravanti ceco fosse fermato dai crampi, ha anche giostrato alle sue spalle, da trequartista puro, dando conferma di una duttilità tattica pregiata.

Via col cento

Non è un caso che - pure se defilato come posizione tattica - per le precedenti due gestioni tecniche El Shaarawy sia stato sempre centrale. Tanto da arrivare a raggiungere le cento presenze con la maglia della Roma soltanto in campionato. Un traguardo importante, festeggiato nei minuti finali della gara con l'Empoli dalla fascia di Capitano finita sul suo braccio, quando Maresca ha sventolato un severissimo cartellino rosso a Florenzi, graduato di giornata. Evento festeggiato dallo stesso Stephan sui propri profili social: «Segnare, vincere e indossare la fascia da Capitano. Tutto nel giorno della partita numero 100 con la maglia della Roma. È stato un onore e un'emozione che non dimenticherò». Tante soddisfazioni simultanee, che lo hanno ulteriormente responsabilizzato in una sfida difficile e che avrebbe necessariamente dovuto concludersi con la conquista dei tre punti. Missione compiuta. Anche e soprattutto grazie al Faraone.