Fuma. Balla. Beve. Si diverte. Fa le ore piccole. Gioca. Segna. Esulta. Difficile credere sia possibile. Ma qui siamo di fronte a un'equazione unica che legittima l'opinabilità della matematica. Perché è quella che come soluzione ha un nome e cognome, una cresta, una serie infinita di tatuaggi. È quella di Radja Nainggolan. Un animale lo ha definito più di qualcuno. È vero. Ma se preferite, un supereroe come lo ha descritto Eusebio Di Francesco, al termine di un derby che Radja non avrebbe dovuto giocare perché reduce da un infortunio. Ma quando mai. Lo gioco anche con una gamba sola. Lo ha fatto. Da dominatore. Impreziosendo il tutto con un destro in diagonale che rimarrà per sempre nel cuore e negli occhi di qualsiasi romanista. Tanto per ribadire un amore reciproco ormai a prova di tutto. Insieme a De Rossi, è il romanista più amato.

Per dire: domenica sera, insieme a tutti i compagni, ha festeggiato il successo contro la Lazio in un ristorante giapponese del centro. La notizia, in una città come la nostra, ci ha messo poco a diffondersi. Al punto che parecchi tifosi si sono piazzati all'esterno del locale aspettando l'uscita dei giocatori. Quando è toccato al belga, ha detto ai suoi compagni di rimanere all'interno, perché lui sarebbe uscito e si sarebbe portato dietro tutti i tifosi, «così voi potete uscire tranquilli e tornare a casa». È andata così. Con Radja che non si è negato a nessuno, selfie, abbracci, baci, pacche sulle spalle, sorrisi, il tutto mentre entrava nella sua Ferrari nera parcheggiata a pochi metri di distanza. È arrivato a Roma da poco meno di quattro anni. Se ne è innamorato subito. E la Roma giallorossa si è innamorata di lui. Ha deciso di non andarsene più. Del resto, è un ragazzo che al di là di un immagine che potrebbe far pensare al contrario, è un romantico. Se sta bene in un posto, se ne innamora e non se ne vuole più andare. Era successo così anche a Piacenza dove arrivò che non era ancora maggiorenne. È successa la stessa cosa a Cagliari.

Non poteva non accadere pure qui. Roma è ormai la sua città. La vive nel senso più pieno della parola. Abita a Casalpalocco con la famiglia, la moglie Claudia, i due figli, Aisha e Mailey, la sorella gemella Riana vive insieme a un'amica vicino a lui, tra i due c'è uno splendido rapporto. Come ce l'ha con tutto lo spogliatoio. In particolare con Daniele De Rossi. Perché Radja è uno che vuole il gruppo unito, non sopporta divisioni all'interno. Gli vogliono bene tutti, a cominciare dai dipendenti di Trigoria. Perché non si nega a nessuno, non sa cosa voglia dire fare la star, anzi quelli che lo fanno non li sopporta. Anche con i dirigenti giallorossi, il rapporto è invidiabile. Aveva rapporti fantastici, per esempio, con Walter Sabatini. Al punto che l'ex direttore sportivo, sapendo che in qualche occasione (eufemismo) a Radja piaceva tirare tardi, spesso gli telefonava alle due-tre di notte per informarsi di come stesse andando la serata. E i due magari, al telefono, trascorrevano il tempo per fumarsi una sigaretta. Il fatto di fumare non l'ha mai nascosto. È uno dei suoi vizi e delle sue passioni.

Tatuaggi

Ne ha un numero che ormai anche lui ha perso il conto. Ha cominciato a farseli parecchi anni fa. Aveva un tatuatore di fiducia in Belgio e quando gli veniva voglia di un nuovo tatuaggio, lo convocava in Italia. Da quando è arrivato a Roma, ne ha trovato un altro di fiducia da queste parti, Fabio Onorini, un negozio «Fronte del Porto» in zona Marconi, un vero nome in questo campo. Con l'ormai amico Fabio ha arricchito il suo parco tatuaggi. Sulla coscia si è fatto fare un veliero sopra una testa di pantera e la scritta «fighter»; sul collo, davanti si è tatuato una rosa rossa; sul collo, dietro, un cuore con tre rose gialle e due ali che lo sorreggono; sul polpaccio sinistro un calciatore vintage con la scritta Ninja. C'è da scommettere che i tatuaggi non finiranno qui. Così come le creste che abbiamo visto di mille colori. Ha un parrucchiere di fiducia in Belgio. Quando deve fare qualcosa di particolare (ricordate quando si fece le trecce in testa?) lo fa arrivare a Roma e gli spiega il suo ultimo desiderio.

Le passioni

Le ultime tre sono i cani, i profumi e la moda. Si è recentemente comprato tre French bulldog di cui va orgogliosissimo. Sempre negli ultimi tempi ha cominciato ad appassionarsi anche ai profumi, ne ha una collezione. E poi c'è la moda. Quella che preferisce è la «street style» che per i signori in giacca e cravatta può assomigliare a una bestemmia. Lui, giustamente, se ne frega. Per assecondare questa sua nuova passione, insieme all'amico Roberto, ha aperto un negozio che gestisce la moglie Claudia. Inizialmente era nato in zona Marconi. Recentemente si è deciso di trasferirlo a Nettuno. Se nella cittadina che non può non farci pensare a Bruno Conti, vedete un'insegna «No namestore», quello è il negozio di Radja nostro. Poi ci sono i locali più o meno notturni. Ne è stato sempre un frequentatore. E non ne ha mai fatto mistero. L'Art Cafè è il suo preferito, ma anche quelli in zona Eur lo hanno visto invidiato protagonista. Ci sono anche le automobili tra le cose che gli piacciono. Ne possiede parecchie con il fiore all'occhiello della Ferrari.

Spogliatoio

Ci tiene in maniera assoluta. Raccontiamo un episodio. Quando, non troppo tempo fa, si stava diffondendo che qualche senatore faceva la fronda a Di Francesco e il suo nome era tra i più gettonati, disse di fornirgli tutti i nominativi di chi si permetteva perché sarebbe andato a prenderli uno per uno. È amato da tutti. Non solo perché è una persona di grande generosità di sentimenti. Ma perché è uno vero. In un mondo di falsi come quello del calcio, uno come Radja è una pietra preziosa. E la Roma e tutta Roma se lo vogliono tenere stretto.