Entrambi hanno giocato poco più di mezz'ora contro il Bologna, nel tentativo di spingere la Roma alla vittoria, che però è sfumata. Ma adesso Lorenzo Pellegrini e Tammy Abraham - come del resto tutta la squadra e lo staff - si concentrano sul grande appuntamento, quello più atteso: la semifinale di ritorno di Conference League contro il Leicester, in programma giovedì sera in un'Olimpico che ancora una volta farà registrare oltre 60.000 spettatori. Pubblico delle grandi occasioni, per una gara che è davvero una grande occasione: quella di tornare a giocare una finale di una coppa europea a 31 anni dall'ultima volta.

E, dopo il turnover attuato domenica sera, José Mourinho si affida di nuovo a loro due, il Capitano e il bomber inglese, che spesso e volentieri hanno fatto la differenza in questa stagione. Senza Mkhitaryan, sono Pellegrini e Abraham gli uomini deputati a guidare la Roma alla caccia del sogno che conduce a Tirana. Gli uomini di maggiore spessore e quelli che hanno inciso di più in termini di gol nella prima stagione dello "Special One" nella Capitale. Sommando gol e assist, sono 47 le reti a cui hanno partecipato: vale a dire il 52,8% dei centri totali giallorossi tra tutte le competizioni. Non solo: sanno essere leader all'interno del campo e negli spogliatoi, spronano perennemente i compagni e - pur con storie totalmente diverse alle spalle - fanno del senso di appartenenza alla causa giallorossa uno dei loro punti di forza.

Per Lorenzo, capitano romano e romanista, non potrebbe essere altrimenti; Tammy, invece, si è calato fin da subito nella nuova realtà, creando un'empatia magica con l'ambiente e con i tifosi a dir poco singolare, per un ragazzo alla prima esperienza fuori dall'Inghilterra. Inevitabile dunque che lo "Special One", che di calciatori speciali s'intende, punti tutto su di loro con l'obiettivo di concludere in modo magico la stagione. Il Capitano e il bomber capace di polverizzare tutti i record precedenti nella storia dei centravanti giallorossi non vedono l'ora di scendere in campo per dare il loro contributo.

La probabile formazione

Salvo sorprese, saranno sei i cambi rispetto all'undici titolare visto contro il Bologna, soltanto uno rispetto alla semifinale d'andata in Inghilterra: Mkhitaryan rischia di aver terminato anzitempo la sua stagione, perciò al fianco di Cristante ci sarà uno tra Sergio Oliveira e Veretout, con il portoghese che appare favorito. Nel terzetto difensivo tornerà Smalling, rimasto in panchina due giorni fa per lasciare spazio a Kumbulla; l'inglese affiancherà gli inamovibili Mancini e Ibañez per cercare di frenare le scorribande di Vardy e compagni.

Cambiano anche le fasce: fuori Maitland-Niles ed El Shaarawy, spazio a Karsdorp e Zalewski, col ventenne polacco desideroso di rivivere un'altra serata magica come quella col Bodø-Glimt. Scalpita per una maglia anche Zaniolo, utilizzabile sia come trequartista assieme a Pellegrini nel 3-4-2-1 sia come seconda punta a sostegno di Abraham nel 3-5-2.