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Il british Ibañez: fu vicino al Leicester in estate, ma la proprietà rispose no

Il difensore ha giocato quarantaquattro partite ufficiali impreziosite da quattro gol. Per Mou, d'accordo con la società sul non cederlo, è un titolare

PUBBLICATO DA Piero Torri
27 Aprile 2022 - 09:01

Ibañez vestito di Leicester. Poteva essere. Fosse accaduto, domani sera il brasiliano ce lo saremmo trovato contro. Meglio, potrebbe dire più di qualcuno, visto che il centrale difensivo che Petrachi prese dall'Atalanta nel mercato di gennaio del duemila venti per una cifra tutto compreso di circa tredici milioni, in più di qualche occasione ha fatto mettere le mani nei capelli (eufemismo) per scelte in campo da sconsigliare ai cardiopatici (ultimo esempio il calcio di rigore fischiato per il Napoli al Maradona per un fallo del brasiliano su Lozano conseguenza di uno scontro in area che forse poteva essere perlomeno ridimensionato).

Eppure a Leicester il nome di Roger era stato sottolineato in rosso, come auspicabile rinforzo per la formazione di Brendan Rodgers, terzo centrale da affiancare al francese Fofana e al turco Söyüncü, in modo da consentire al tecnico di non dover ricorrere troppo spesso a Jonny Evans, non più in grado, a trentaquattro anni, di garantire continuità di rendimento ad alto livello. E allora proviamoci con Ibañez. E ci provarono. L'estate scorsa, su precisa indicazione di Lee Congerton, all'epoca il grande capo dell'area tecnica del Leicester (oltretutto ex tecnico nelle giovanili del Chelsea ai tempi di un certo Josè Mourinho), oggi il nuovo direttore tecnico dell'Atalanta dove è arrivato con la nuova proprietà americana per prendere Il posto di Giovanni Sartori dato in uscita (non sarà semplice sostituirlo, l'Atalanta di questi anni l'ha sempre costruita Sartori).

Tornando a Ibañez, c'è da ricordare come Congerton, attraverso un noto mediatore italiano molto vicino all'Atalanta ma anche alla Roma, provò a prendere il brasiliano, presentando un'offerta con numeri importanti, nella convinzione che sarebbe stata presa in considerazione. Ovvero: venticinque milioni cash per il cartellino del giocatore più bonus per altri tre e un contratto di cinque anni al giocatore vicino ai tre milioni di euro netti a stagione. Tanti soldi che, a caldo, a Trigoria furono pure presi in considerazione, visto che i numeri del bilancio sono quelli che sono e, inoltre, quei venticinque milioni avrebbero pure voluto dire una plusvalenza non lontana dai venti milioni, roba che sarebbe stata una mano santa per i numeri economici della società. La tentazione di dire sì all'offerta durò però lo spazio di poche ore (anche perché poi comunque ci sarebbe stato bisogno di andare sul mercato per acquistare comunque un altro difensore centrale). Fu la famiglia Friedkin, che da Pinto era ed è tenuta al corrente giorno per giorno di tutte le vicende di mercato, a sentenziare che il brasiliano non si sarebbe mosso da Trigoria.

Una scelta dettata anche dalla stima calcistica che il nuovo staff tecnico mourinhano aveva manifestato nei confronti di Roger, nella convinzione che i suoi margini di miglioramento siano importanti e destinati sicuramente a concretizzarsi. E non è stato un caso, infatti, che qualche mese fa al giocatore sia stato garantito un contratto più lungo e più ricco (ora guadagna un milione e settecentomila euro netti all'anno più una serie di bonus che portano il totale a oltre due milioni), con tanto di clausola di cessione fissata a ottanta milioni (cifra però che non è di quelle che non sono trattabili).

Ibañez, allora, i tifosi del Leicester lo conosceranno meglio domani sera quando, a meno di sorprese, scenderà in campo con la maglia giallorossa per i primi novanta minuti di questa doppia semifinale di Conference League che da queste parti stiamo vivendo come un sogno da concretizzare. E speriamo che il brasiliano, autore in campionato di tre gole uno in Conference (all'Olimpico al Bodö nella partita del girone), riesca pure in Europa a rilasciare il segno come fece la passata stagione nella trasferta di Amsterdam, quarto finale d'andata dei quarti di finale di Europa League, segnando il gol della vittoria in Olanda, gol che alla fine risultò determinante per la qualificazione della Roma.

È vero, sono in molti quelli a cui Roger piace poco, conseguenza di alcune sciocchezze che ciclicamente mette in campo. Ricordato che il ragazzo solo il prossimo novembre compirà ventiquattro anni, c'è anche da dire, però, che ieri Fonseca e oggi Mourinho, lo hanno sempre mandato in campo nella convinzione che quello che ti può garantire vale sempre di più di quello che ti può togliere. Ci sono i numeri con Mourinho a certificarlo.

Il brasiliano in questa stagione ha giocato quarantaquattro delle quarantotto partite ufficiali (una saltata per qualifica in campionati, altre due per un infortunio muscolare), venendo schierato in quaranta nella formazione iniziale. In pratica un insostituibile per lo Special One. Si vede che a Leicester dovevano pensarla come il tecnico portoghese. Speriamo che Roger glielo ribadisca pure domani sera.

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