«Questo è il pallone che Francesco ha calciato nella sua ultima partita? Che emozione», chiede il Premier Giuseppe Conte prima di lasciare la nuova sede della Roma all'Eur. Partiamo dalla fine per descrivere la serata in cui il club giallorosso ha aperto le porte della sua nuova casa ai giornalisti.

La serata è iniziata presto, intorno alle 17.30, quando è arrivato presso il palazzo di Viale Tolstoj il direttore sportivo Monchi. Poco dopo è stato il turno di Francesco Totti che è arrivato a bordo della sua Smart di colore nero e entrando ha esclamato: «È una sede splendida». Fuori c'è qualche curioso attirato dalla folla e qualche tifoso che spera di poter incrociare qualche beniamonio. L'Eur per l'occasione si è tinto di giallorosso e per festeggiare l'apertura al pubblico della nuova casa del club anche l'obelisco di piazza Guglielmo Marconi è stato rivestito con i colori della squadra. Una serata informale aperta però dall'arcivescovo Rino Fisichella che ha benedetto la nuova sede e ha pronunciato un breve discorso: «Invocare la benedizione del signore in questi locali, per i quali devo fare le mie congratulazioni, è il prodromo di una grande iniziativa per Roma, il Paese e la Roma. Speriamo presto di festeggiare uno scudetto».

Una dichiarazione esorcizzata da Francesco Totti con ampi gesti scaramantici. L'attenzione è poi catalizzata dall'arrivo delle due autorità politiche invitate alla serata: il Premier Giuseppe Conte e la Sindaca Virginia Raggi. Il Primo Ministro è stato accolto da due leggende romaniste come Totti e Bruno Conti e da buon tifoso romanista non ha potuto evitare di soffermarsi con l'eterno numero 10. «Stiamo lavorando tanto», dice Conte. «E meno male», risponde l'ex calciatore accompagnando il simpatico botta e risposta con l'immancabile sorriso. Più in disparte il ds Monchi che non ha parlato pubblicamente o nel corso dell'evento ma si è soffermato a interloquire con tutti. In maniera molto serena ha parlato del Siviglia, fresco giustiziere della Lazio in Europa League, e a quanti gli chiedevano del futuro ha assicurato di non voler mollare niente.

«La nostra nuova casa»

La serata entra nel vivo e a prendere la parola è il vicepresidente Mauro Baldissoni che, da bravo padrone di casa, era nell'edificio già dalle prime ore del pomeriggio: «Grazie a tutti i presenti per visitare questa nuova casa. È giusto chiamare casa il luogo dove svolgiamo gran parte delle nostre attività per chi come noi vuole considerarsi come una famiglia. Ovviamente - continua l'ex dg - è e resta casa della Roma anche il centro sportivo Fulvio Bernardini dove è rimasta la parte sportiva, il cuore della nostra attività. Siamo contenti di aver riportato la Roma nel centro della città e siamo orgogliosi di essere riusciti a rientrare nel tessuto connettivo della città». Il microfono passa poi a Guido Fienga, di recente nominato nuovo Ceo del club: «Volevo semplicemente aggiungere un ringraziamento ai nostri dipendenti che hanno fatto crescere questo progetto. Stiamo parlando della Roma, quello che era solo una squadra di calcio e oggi è un'azienda che si dota anche di un quartier generale come questo in cui tutti i dipendenti possono lavorare al meglio in maniera stimolante».

Dall'Eur a Tor di Valle

Per un attimo riprende la parola Baldissoni: «Mi permetto di ricordare che prima Monsignor Fisichella si è augurato che questa inaugurazione sia prodroma ad un'altra ma non dico quale», alludendo al futuro stadio della Roma, prima di introdurre la sindaca Virginia Raggi: «Questa è una serata molto importante perché, come si è detto, quella che nasce come una squadra di calcio, nel tempo si evolve e diventa molto di più, un progetto imprenditoriale importante e questo è un ulteriore passo avanti». Parola poi al Premier Conte: «La mia passione per la Roma è nota, dichiarata, e credo che non sia un mistero. Ho appreso questa passione ai tempi dell'università quando mi trasferii dalla Puglia a qui, ero circondato da tanti amici ma ho scelto la Roma e da allora me la porto dietro, poi son diventato anche un po' maniaco e quindi la seguo sempre con grande attenzione», dice vestendo i panni del tifoso.

Poi prende il sopravvento la parte istituzionale: «Come Governo seguiamo con molta attenzione l'investimento infrastrutturale dello stadio, come Presidente mi auguro che questo investimento venga presto cantierizzato. Ben vengano dunque investimenti come questo che sfiorano il miliardo di euro». Nel momento di lasciare il palco rivendica la maglia ufficiale che gli ha donato la Roma con il numero 12, la scritta Conte e le firme di tutta la squadra, ma prima cerca rassicurazioni: «C'è anche la firma di Totti?».

Una chiacchierata col Premier

La parte formale della serata finisce e i protagonisti si sciolgono. Totti è sempre il più ricercato per una foto o un selfie a cui lui si presta di buon grado. Intanto è arrivato anche Federico Balzaretti in compagnia della moglie Eleonora Abbagnato e dei quattro figli. Le attenzioni però si concentrano sul Premier Conte che, allontanandosi dal palchetto dove ha appena tenuto il discorso, si avvicina al bancone del bar e si lascia andare per una chiacchierata informale con le tante persone, giornalisti e non, che lo avvicinano.

«La Roma giovane è interessante - dice rivestendo i panni da tifoso - Lo Stadio? Mi piace, credo che la giunta Raggi abbia anche migliorato il progetto».  Qualcuno poi prova a spostare il discorso sull'attualità politica ma il Premier lo invita a «rilassarsi», riportando i binari del dibattito sul calcio sempre accerchiato dagli uomini della sicurezza. Prima di vederlo allontanarsi via riusciamo a strappargli una battuta su Eusebio Di Francesco: «A me il mister piace, sta facendo un grande percorso in Champions. Dipendesse da me lo confermerei anche il prossimo anno». Poi il Premier sfila via e con lui, uno dopo l'altro, tutti i protagonisti di questa serata. D'altronde domani c'è una gara con il Frosinone da vincere, meglio andare a letto presto.