C'era da attenderselo, ma l'elenco dei provvedimenti e delle squalifiche comminate dopo la ventiseiesima giornata di Serie A reso noto ieri dal giudice sportivo è un'autentica stangata per la Roma. Il finale burrascoso di Roma-Hellas Verona di sabato scorso ha fatto più danni di Carlo in Francia. Mourinho, Tiago Pinto, Nuno Santos e il preparatore Rapetti sono stati sanzionati grazie al referto del signor Pairetto e alle infrazioni registrate dai procuratori federali. Lo Special One è stato squalificato per due giornate e non sarà quindi in panchina nelle gare contro Spezia e Atalanta «per avere, al 45° del secondo tempo, rivolgendosi al Quarto Ufficiale - si legge nel comunicato - indirizzato gravi insinuazioni al Direttore di gara, nonché per essere entrato, all'atto del provvedimento di espulsione, sul terreno di giuoco con fare minaccioso contestando platealmente la decisione arbitrale; infine, al termine della gara, nel tunnel che adduce agli spogliatoi, per aver reiterato le suddette insinuazioni nei confronti del Direttore di gara mentre cercava di trattenere il proprio Direttore sportivo; recidivo». Due turni di stop sono stati comminati anche a Nuno Santos «per avere, al 41° e al 47° del secondo tempo, rivolto espressioni gravemente insultanti al Direttore di gara». Per quanto accaduto dopo la fine della gara è arrivata la squalifica anche per Tiago Pinto. Il general manager giallorosso è stato sospeso fino all'8 marzo «per avere, al termine della gara, nel tunnel che adduce gli spogliatoi, affrontato in maniera irruenta l'Arbitro e, pur trattenuto dal proprio Allenatore, indirizzato allo stesso gravi insinuazioni; sanzione ridotta per aver presentato in un secondo momento formalmente le scuse al Direttore di gara, accettate dal medesimo». L'ultima sanzione riguardante la Roma è quella comminata al preparatore atletico Stefano Rapetti: 5.000 euro di multa «per avere, al 25° del secondo tempo, inveito pesantemente contro un componente della panchina avversaria proferendo anche un'espressione blasfema; infrazione rilevata dai collaboratori della Procura federale».

Botta incassata a Trigoria e adesso inizia il secondo round. Tempo di acquisire le carte e tra oggi e domani la Roma studierà fino in fondo ogni possibilità per presentare un ricorso. Lo stato d'animo dei protagonisti dell'accaduto e del club si decifrerà meglio nelle prossime ore, certo è che, al netto di ricostruzioni precarie degli organi di stampa dei minuti concitati nel tunnel che porta agli spogliatoi dell'Olimpico, tutti sono consapevoli della serietà dell'accaduto e della difficoltà della situazione. La Roma oltre allo staff legale già al lavoro ancora una volta conterà su Conte. L'avvocato che da anni come consulente esterno si occupa delle questioni di casa romanista, che ieri è stato già impegnato in Procura con il consulente ed ex arbitro Gian Paolo Calvarese per la vicenda relativa all'incontro con il signor Abisso dopo Roma-Genoa (nei prossimi giorni potrebbe essere ascoltato anche il Gm romanista Tiago Pinto), una volta esaminate le carte potrà determinare quanti margini ci sono per provare ad avere uno sconto per Mourinho, con l'obiettivo di farlo tornare in panchina per la gara contro l'Atalanta in programma il 5 marzo. L'allenatore della Roma in stagione è alla seconda squalifica. La prima arrivò dopo l'espulsione rimediata contro il Napoli nella gara di andata: in quel caso fu l'arbitro Massa a estrarre il rosso per Mou, reo di aver esagerato con qualche parola. Il portoghese non ne fece un dramma, elogiò anzi la direzione arbitrale del fischietto di Imperia e diede spettacolo negli atti finali dell'incontro arrampicandosi dietro la panchina della Roma per rimanere il più vicino possibile alla squadra. Poi a Cagliari, nella gara successiva, si era accomodato in tribuna con le cuffiette per guidare in panchina l'allora suo vice Joao Sacramento.

Diverse poi da quando è alla Roma le polemiche con la classe arbitrale, condivise anche se in maniera più soft dal Gm Pinto che a novembre parlò di «Roma danneggiata», molto spesso ironiche e taglienti come quando invitò il Var di Milan-Roma, il signor Aureliano (lo stesso che in Venezia-Roma contribuì alla sconfitta della squadra giallorossa con decisioni più che equivoche) ad andare a prendere una birra nel momento del presunto fallo di mano di Abraham per il rigore che aprì al Milan la partita. O come quando definì importante per il curriculum del signor Di Bello l'ammonizione arrivata a San Siro in Coppa Italia contro l'Inter. O come quando a inizio stagione aveva stigmatizzato il comportamento dell'arbitro Guida nel derby, di Orsato a Torino per il ribaltamento dei regolamenti contro la Juventus e dello stesso Pairetto a Bologna (ammonizione a dir poco severa di Abraham diffidato prima di Roma-Inter), reo di aver lasciato Zaniolo («se fossi in lui comincerei a pensare che in Serie A è difficile giocare», aveva detto) nelle grinfie dei difensori rossoblù. Nel referto del giudice sportivo, poi, sono finiti anche i nomi di Pellegrini, Karsdorp e Sergio Oliveira, tutti e tre ammoniti sabato scorso. Il capitano è ora in diffida (quarta sanzione stagionale). Sesto cartellino giallo per il difensore, secondo per il portoghese.