Il personaggio

Zaniolo sta tornando: dopo il gol ritrova il passato

Il numero 22 di nuovo sugli scudi: è tornato a segnare e a incantare, per Mourinho è basilare e ha ritrovato l’azzurro. Il suo rinnovo è sull'agenda di Tiago Pinto

Nicolò Zaniolo dopo il gol all'Empoli (AS Roma via Getty Images)

Nicolò Zaniolo dopo il gol all'Empoli (AS Roma via Getty Images)

31 Gennaio 2022 - 09:31

Mondi lontanissimi. Filosoficamente anche più che geograficamente. Ma fra il Nord che lo ha visto crescere e diventare calciatore e Roma che se lo è preso non ancora professionista, lo ha lanciato e se lo è coccolato nel momento più difficile della carriera, Nicolò Zaniolo ha scelto la seconda. Senza alcuna esitazione. Una simbiosi ormai evidente a ogni livello, tanto che la corte dei club strisciati (Juventus in primis) pare ormai un ricordo e il rinnovo del gioiello è ormai sull'agenda di Pinto. Anche perché il campo parla chiaro: per José Mourinho, la presenza del numero 22 è essenziale, qualunque sia il sistema di gioco adottato. E il suo ritorno al gol ha segnato un altro piccolo passo verso il completo ritorno allo status pre-infortunio.
L'immediato futuro di Zaniolo è destinato a ritrovare il passato, ma dalla parte opposta della barricata. Due sfide in tre giorni, al rientro dalla sosta, contro i trascorsi recenti e remoti: tocca prima al Genoa, che l'ha visto muovere i primi passi, quasi in senso letterale. Nel lontano 2008 papà Igor milita nella Lavagnese, alle porte del capoluogo ligure che gli ha dato i natali. Il piccolo Nicolò promette bene e dopo la scuola calcio entra nelle giovanili del Grifone, una maglia che ha vestito pure Igor due stagioni prima. Ha appena nove anni Zaniolo junior, che resta in rossoblù fino agli undici, ma il potenziale è già enorme e a notarlo sono gli osservatori della Fiorentina, che lo portano nel vivaio viola. Da lì in poi è storia nota: prima il passaggio alla Primavera della Virtus Entella, dove incanta sotto età tanto da essere aggregato in prima squadra - ed esordire - ancora diciassettenne in Serie B. Poi quando lo acquista l'Inter, sembra arrivato il momento del salto definitivo: con la Primavera nerazzurra arriva lo scudetto di categoria e le attenzioni del grande pubblico. Ma le vie del mercato gli fanno abbandonare Milano dopo un solo anno, destinazione Capitale, nell'ambito della trattativa Nainggolan.
Adesso l'Inter è soltanto un'avversaria come tutte le altre, quella che il calendario ha messo in fila subito dopo la sfida di campionato col Genoa. In Coppa Italia, gara secca a San Siro, non soltanto Zaniolo ma anche Mourinho contro il proprio passato. E con lo Special One il feeling è ormai acquisito: la coppia d'attacco con Abraham, giovane, sfrontata, tecnica e potente, gli piace da matti e promette meraviglie, dopo averne già fatte intravedere, da Bergamo a Empoli. I due si completano e danno anche la sensazione di divertirsi insieme. L'universo romanista ha l'acquolina in bocca al pensiero, ma anche a distanza dalla Capitale i progressi non sono passati inosservati. Il ct della Nazionale Mancini, che convocò per la prima volta Zaniolo quando ancora doveva esordire in Serie A, lo ha richiamato in azzurro in questa settimana per lo stage propedeutico agli spareggi mondiali. Il pass per andare in Qatar passa anche dal talento di Nico: «Può giocare come mezzala d'attacco o come punta, perché quando è di faccia alla porta è devastante», le parole non certo casuali del selezionatore, che fa oscillare la propria idea tattica fra il 3-5-2 e un reparto offensivo con due esterni alti a supporto della prima punta. Proprio come fa Mourinho nella Roma. E in entrambi i moduli il gioiello di Massa è essenziale: con i suoi "strappi" può diventare incontenibile. Lo è già stato nelle prime stagioni in giallorosso. E ora sta tornando quello che ha fatto innamorare i tifosi.

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