Sembra esserci un rapporto speciale, tra Henrikh Mkhitaryan e il Lecce; un rapporto che risale alla prima stagione dell'armeno con la maglia della Roma. Domani, nell'ottavo di Coppa Italia, il numero 77 - complici le assenze - è pronto a raggiungere il traguardo delle 100 presenze in giallorosso contro un'altra formazione giallorossa: traguardo tutt'altro che scontato, dato che il fantasista era arrivato in prestito secco, poi prelevato (a costo zero) a titolo definitivo nell'estate 2020, quindi rinnovato circa sei mesi fa. Uno step meritato per Micki, giocatore fondamentale anche nella Roma di Mourinho, alla faccia di chi sosteneva che tra i due non corresse buon sangue dai tempi del Manchester United.

Quel doppio incrocio

Il Lecce, dicevamo; la prima volta che l'ha incrociato, il 29 settembre 2019, Mkhitaryan servì a Dzeko l'assist per il gol-vittoria (la Roma si impose 1-0), ma proprio nei minuti finali fu costretto a uscire dal campo per infortunio. La diagnosi non fu delle migliori: lesione tendinea all'adduttore della coscia destra e un mese e mezzo di stop, dopo appena quattro gare disputate con la Roma. Rientrato a fine novembre, a gennaio si fermò di nuovo per uno stiramento alla coscia. Ma il 23 febbraio 2020, nella sfida casalinga contro i salentini, Henrikh tornò a mostrare tutto il suo talento, servendo un assist e segnando un gol, contribuendo in maniera decisiva alla vittoria per 4-0 sugli uomini di Liverani. La gara, purtroppo, è poi entrata negli annali: si tratta dell'ultimo match casalingo prima della pandemia globale di Covid-19, che ha fermato il mondo intero e che continua a condizionarlo; l'ultima gara, perciò, in uno Stadio Olimpico senza limitazioni di sorta. La settimana dopo, a Cagliari, ancora assist e gol; quindi il lungo stop, ma alla ripresa a giugno Mkhitaryan si confermò in grande forma. Per certi versi, dunque, quella sfida casalinga con il Lecce ha segnato la sua definitiva esplosione nella Capitale. La speranza è che, nel giorno in cui raggiunge la tripla cifra di presenze con la Roma, la sua terza sfida ai salentini possa regalare a lui (e ai tifosi) un'altra gioia. Stavolta, però, con soli 5.000 spettatori sugli spalti, in virtù delle recenti nuove limitazioni.

Un ruolo "liquido"

Arretrato sulla linea dei centrocampisti da Mou nel 3-5-2, nel ruolo di mezzala già ricoperto ai tempi dello Shakhtar Donetsk, con il ritorno al 4-2-3-1 Henrikh ha agito da ala destra contro la Juventus, ritrovando peraltro un gol che gli mancava dal 3 ottobre. Con il Cagliari, invece, il forfait last-minute di Pellegrini ha scombinato i piani dello "Special One", lasciando tutti con un dubbio; l'armeno avrebbe agito da centrocampista in coppia con Sergio Oliveira, o da trequartista centrale? L'infortunio del Capitano, in ogni caso, ha spinto Mourinho a mettere dentro Veretout, schierando Mkhitaryan nel ruolo che di solito viene ricoperto da Pellegrini. Partendo dal centro, soprattutto nella ripresa (con le squadre allungate), le incursioni dell'ex Arsenal hanno messo in grave difficoltà i sardi, ma gli attaccanti (Felix prima e Shomurodov poi) non hanno saputo saputo approfittare dei suoi assist. Del resto, quello del trequartista centrale è un ruolo che Henrikh ha ricoperto spesso nel corso della sua carriera; un ruolo che sa esaltare le sue caratteristiche tecniche, come ad esempio la rifinitura, il tiro e il pressing sui difensori avversari. Bravo a posizionarsi tra le linee, può essere la chiave di volta per scardinare difese particolarmente chiuse, come presumibilmente sarà quella del Lecce domani sera.

Il compleanno

In tutto ciò, venerdì Mkhitaryan festeggerà il compleanno, spegnendo 33 candeline. Nonostante l'età avanzi, il numero 77 continua a divertirsi e a dare il massimo in campo. Al netto di qualche calo di rendimento, ora come ora la Roma non può fare a meno di lui. Quindi, visto il traguardo che si appresta a tagliare in giallorosso, non possiamo far altro che augurargli cento di questi giorni.