Non si sono mai incrociati da avversari, Matias Viña e Nahitan Nandez: il rossoblù era assente per un lieve problema muscolare nella gara d'andata in Sardegna, perciò domani i due uruguagi avranno presumibilmente modo di fronteggiarsi per la prima volta. Il centrocampista di Mazzarri non è al meglio, ma si è negativizzato al Covid-19 e farà di tutto per essere del match: se non dal primo minuto, quanto meno a partita in corso. Anche perché, con Strootman ai box, al centrocampo sardo servono leadership e personalità, vista la delicata situazione di classifica.

Assieme hanno invece disputato 18 partite, tutte ovviamente con la maglia della Celeste, sotto la sapiente guida del "Maestro" Oscar Tabarez, che da poco ha lasciato l'incarico. La prima volta, il 7 settembre 2019, sono stati contemporaneamente in campo per soli 8' più recupero, dato che Viña subentrò nel finale a Laxalt nella sfida contro il Costa Rica. Quattro giorni dopo, in USA-Uruguay, il terzino sinistro giocò titolare, e fu Nandez (appena approdato al Cagliari) a entrare nei minuti conclusivi. A seguire, sedici partite in comune, l'ultima delle quali è stata la sconfitta per 4-1 contro il Brasile del 15 ottobre scorso. Tra la fine di gennaio e l'inizio di febbraio, con ogni probabilità si ritroveranno nel ritiro Celeste per le gare contro Paraguay e Venezuela, decisive per la corsa a un posto per i Mondiali 2022.

Intanto i due si ritrovano all'Olimpico, stadio che ha un legame antico con l'Uruguay: nella prima gara ufficiale della Roma nell'impianto, il 13 settembre 1953, segnò anche Alcides Ghiggia (in un Roma-Genoa vinto 4-0). L'ala protagonista del "Maracanazo" era appena stata acquistata dal Peñarol, storico club di Montevideo in cui ha mosso i primi passi proprio Nandez (tra il 2013 e il 2017, prima di accasarsi al Boca Juniors). Viña, invece, ha esordito nel calcio professionistico con la maglia del Nacional di Montevideo, acerrima rivale del Peñarol. Entrambi hanno lasciato la patria per cercare fortuna altrove: Matias in Brasile, al Palmeiras, Nahitan in Argentina, al Boca Juniors. Il romanista ha vinto una Coppa Libertadores (nel 2020, in finale contro il Santos), mentre il rossoblù si è arreso all'ultimo atto all'odiatissimo River Plate (nel 2018), in quella che è la più leggendaria finale dei tempi recenti. Ma tutto ciò ormai fa parte del passato: l'unica cosa che conta è la sfida di domani, la prima tra Viña e Nandez; connazionali e amici, ma pronti a darsi battaglia per 90' con l'intensità e la grinta che sono gli uruguagi sanno mettere in campo.