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Capienza degli stadi al 50%: domani si decide su Roma-Juve

La sospensione della vendita dei biglietti è arrivata il 30 dicembre. In attesa dei testi ufficiali del Governo, il club comunicherà dopo il weekend le nuove modalità

Curva Sud (Getty Images)

Curva Sud (Getty Images)

02 Gennaio 2022 - 11:30

La Roma continua a lavorare alle soluzioni più equee possibili e vicine agli interessi dei propri tifosi, dopo la sospensione arrivata il 30 dicembre della vendita non solo dei biglietti per la gara con la Juventus, ma anche delle prossime partite con Cagliari e Lecce (in Coppa Italia). La stretta del Governo comunicata prima di Capodanno per il contenimento dei contagi da Covid-19, leggasi variante Omicron, ha scombussolato i piani di molte società di Serie A nella gestione degli stadi. Con la diffusione così rapida del virus l'Esecutivo ha disposto che la capienza, allargata al 75% del totale solo a ottobre scorso in concomitanza con una situazione epidemiologica più tranquilla di oggi, ritornerà al 50% per gli eventi all'aperto e al 35% al chiuso. Gli stessi numeri con cui era iniziato, dopo l'apripista di Euro 2020, il campionato di Serie A, facendoci abituare a un graduale ritorno alla normalità. L'avvento di Omicron in Europa ha cambiato radicalmente lo scenario e l'Italia - che viaggia a numeri più bassi rispetto ad altre consorelle europee - si è adeguata rapidamente.

Si torna a svuotare un po' gli stadi, dunque, e la Roma, che era tra le prime che aveva contribuito a riempirli nuovamente a suon di sold out, si è subito mossa, come gli altri club di A, per capire meglio le modalità attuative del decreto, che è già operativo per le nuove quarantene e dal 6 gennaio lo sarà anche per gli eventi aperti al pubblico. Problema non da poco, in questo senso, è proprio la gestione di ciò che è stato già venduto. Il nodo di Roma-Juventus del 9 gennaio sul quale si discute da giorni a Viale Tolstoj verrà sciolto domani, quando verranno comunicate le nuove modalità d'accesso. Tra le opzioni messe in campo anche quella di rimborsare tutti i biglietti venduti in precedenza e rivenderli da capo fino a raggiungere il tetto massimo (poco più di 30mila compresi gli abbonati, che sono 20mila). L'altro nodo sul quale la Roma vuole vederci chiaro è sulla cosiddetta disposizione a "scacchiera" per garantire il distanziamento. L'interpretazione del decreto in tal senso può essere restrittiva, cioè prevedere che ogni settore potrà essere riempito al massimo al 50% (in questo caso la Roma per tutelare gli abbonati dovrebbe trovare soluzioni alternative, come quella di uno spostamento in altri settori di una parte degli spettatori, come previsto nella prima fase della campagna abbonamenti estiva quando ancora non si era certi della graduale riapertura oltre il 50%), oppure più "soft", cioè prevedere che lo stadio potrà essere riempito al massimo del 50% sul numero totale di spettatori possibili (in questo caso non vi sarebbero problemi per gli abbonati, in particolar modo per quelli della Curva Sud, che è il settore più "compatto"). 

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