Mancano poche ore al fischio d'inizio di Italia-Svezia, gara da dentro o fuori per la Nazionale Azzurra. Campione del Mondo nel 1982, Bruno Conti ha parlato di Italia e di Roma ai microfoni di Sky Sport. Ecco le sue dichiarazioni.

Che Italia ti aspetti?
Sicuramente c'è tensione dopo la sconfitta dell'andata, sappiamo che stasera sarà un match fondamentale per andare al Mondiale. Anche all'epoca mia ci sono stati dei periodi negativi, ma voglio fare un appello ai tifosi di San Sirog: non fischiate i calciatori perché serve lucidità per completare la rimonta. In difesa saranno molto attenti, servirà pazienza nel cercare di segnare.

Cosa serve in gare simili?
Dobbiamo cercare di essere uomini e compattarci come gruppo. La tattica in queste partite non esiste, serve solo pensare ad andare al Mondiale, saranno i giocatori a dover capovolgere il risultato e servono anche un po' di palle, scusate la parola.

Insigne?
Io sono tra quelli che pensano che i grandi giocatori devono sempre giocare ma non mettetemi in difficoltà, stasera serve gente piena di inventiva, che sa crearti la situazione da un momento all'altro. io sono un tifoso, forza Italia e mettiamocela tutta perché sono convinto che possiamo andare avanti.

Cosa ne pensi della Roma di Di Francesco?
Credo che ci sia scetticismo sempre, quando si parla di Nazionale ma anche quando si parla di settori giovanili, si ha sempre il dubbio di far giocare i giovani. L'importanza di Eusebio in questo senso è tanta, al di là che conosceva già l'ambiente di Roma sia da calciatore che da dirigente, i grandi risultati ottenuti con il Sassuolo li abbiamo visti tutti e ora sta portando le sue idee ad un livello ancora più alto. Ha riportato la romanità che mancava da tanto tempo, con la sua semplicità e la sua umiltà sta dimostrando di essere un grande tecnico a suon di risultati.