La speranza è che questa sia davvero la volta buona, per Chris Smalling: il 2021, finora, per lui è stato da dimenticare, una sfilza di infortuni che ne hanno limitato l'utilizzo prima da parte di Fonseca e poi da parte di Mourinho, ma i pochi minuti disputati a Marassi sono un'altra nota lieta nella serata che ha segnato il ritorno alla vittoria della Roma. Si era fermato a inizio ottobre, per una lesione al flessore rimediata nei minuti finali della gara casalinga con l'Empoli: era la prima (e finora unica) presenza dell'ex United da titolare in campionato. Un mese e mezzo di stop per il numero 6, che già a inizio stagione si era fermato per un altro guaio muscolare, rimediato nell'ultimo impegno del precampionato, contro il Raja Casablanca. Cinque infortuni nell'anno solare, che andavano ad aggiungersi ai due accusati sul finire del 2020: una vera e propria sciagura per Chris, tra i migliori della Roma nel 2019-20, tanto da spingere il club a trattare a oltranza con i Red Devils per acquistarlo a titolo definitivo.
Domenica però il londinese è tornato in campo, e lunedì ha spento trentadue candeline: siamo pronti a scommettere che, tra i desideri espressi nel giorno del suo compleanno, ci sia anche quello di tornare a giocare con continuità. Perché la Roma e Mourinho hanno bisogno del suo apporto, della sua leadership nel guidare il reparto arretrato e della sua esperienza a livello internazionale. Con Mancini, Ibañez e Kumbulla tutti sotto i ventisei anni, avere nel pacchetto arretrato un calciatore abituato a certi palcoscenici, smaliziato a abile nell'uno contro uno diventa fondamentale. Al di là dell'apporto in campo, Smalling può e deve essere una sorta di faro per i compagni più giovani. Una "chioccia", come si usa dire in questi casi.

Equilibrio

Al netto delle poche apparizioni collezionate in questo scorcio iniziale di stagione, balza all'occhio un dato: con Chris in campo, la Roma ha subito soltanto una rete (nella vittoria per 5-1 di Conference League contro il Cska Sofia); l'altra presenza in ambito europeo, i 90' contro lo Zorya in Ucraina, hanno regalato un clean sheet, e nel 3-0 giallorosso c'è stata anche la sua firma. Per il resto, Smalling ha giocato 90' con l'Empoli (2-0) e brevi spezzoni contro Verona, Udinese, Lazio e Genoa. Sette presenze totali, ma con una media di 45' in campo per gara. Proprio contro lo Zorya, che lo ha visto segnare, il centrale spera di ripartire, dando auspicabilmente una svolta alla sua stagione, fin qui a dir poco sfortunata. Resta da capire se, visto il lungo stop, Mou decida di schierarlo dall'inizio o se, invece, preferirà usare cautela e mandarlo in campo a gara in corso. Fatto sta che il recupero di Smalling diventa cruciale per lo "Special One", che nelle ultime due partite - complici gli infortuni di Viña e Calafiori - ha fatto ricorso alla difesa a tre.

Le opzioni

Al momento dell'annuncio di Mou da parte della Roma, qualcuno aveva ipotizzato l'addio di Smalling, sulla base di un presunto scarso feeling tra i due (cosa peraltro detta anche a proposito di Mkhitaryan). Ma la verità è che Chris è sceso in campo 100 volte con i Red Devils guidati dal portoghese: il più delle volte lo ha fatto in una difesa a quattro, ma in più di una circostanza José ha fatto ricorso all'assetto a tre: in quelle circostanze, l'inglese è stato schierato per lo più come centrale di destra o di sinistra, quasi mai in mezzo (se non a partita in corso). Il suo rientro in gruppo, in tal senso, risulta cruciale a maggior ragione se lo "Special One" dovesse decidere di proseguire con il terzetto nelle retrovie: Smalling rappresenta una validissima alternativa, o meglio, l'unica alternativa di ruolo a Mancini, Kumbulla e Ibañez. Tutto ciò in attesa di riavere a disposizione Viña e Calafiori, che renderebbero più semplice (se non quasi scontato) il ritorno a un assetto a quattro davanti a Rui Patricio. Nella testa di Mou, a inizio stagione, i centrali titolari sarebbero dovuti essere proprio Chris e Mancini; le carte in tavola poi sono cambiate, ma ora l'inglese vuole tornare ad essere protagonista.