Ci mancava l'esonero di Solskjaer. E che c'entra, si potrebbe domandare, con il mercato che la Roma dovrà fare in entrata? C'entra, c'entra. Perché, tra una smentita e l'altra, l'unica certezza che si ha sulle trattative in entrata, è quella relativa all'esterno difensivo portoghese Diogo Dalot di proprietà di quel Manchester United che ha appena esonerato il tecnico norvegese. Che nella sua infelice (eufemismo) esperienza sulla panchina dell'United, il ragazzo (classe 1999) connazionale di Mourinho di fatto non lo ha mai fatto giocare. Con la conseguenza che Dalot, dopo l'esperienza della passata stagione nel nostro campionato con la maglia del Milan, aveva già detto sì all'opportunità di vestirsi di giallorosso. Ora, però, cosa succederà con l'arrivo di un nuovo allenatore per Cristiano Ronaldo e discepoli? C'è il concreto rischio che, perlomeno, la trattativa che non risulta comunque facile, possa essere congelata in attesa di conoscere cosa ne pensa di Dalot il nuovo allenatore che si siederà sulla panchina che è stata di sir Alex Ferguson (e di Mourinho). E la cosa non è una bella notizia, anche se all'apertura del mercato di gennaio, manca ancora una quarantina di giorni. Un nuovo contrattempo che va a ribadire non solo le difficoltà di trattare con il Manchester United, quanto le difficoltà di trovare un accordo con il club inglese per prendere il portoghese. Difficoltà che, per quello che ci risulta, sono soprattutto legate alla formula della cessione. La Roma che non è che navighi nell'oro, ha chiesto il giocatore in prestito (un milione fino a giugno) dicendosi disponibile a fissare un diritto di riscatto tra gli otto e i dieci milioni. Proposta, quella giallorossa, che è già stata rispedita al mittente dal club inglese. Che, dal canto suo, ha posto condizioni più onerose. L'United, infatti, sempre che si decida a dare il giocatore, vuole che il diritto di riscatto si trasformi in obbligo a condizioni molto facili da centrare per una cifra intorno ai quindici milioni. Cifra che, giustamente, a Trigoria viene ritenuta esagerata soprattutto in considerazione del fatto che il difensore portoghese ha un contratto in scadenza il trenta giugno del duemilaventitrè. A queste condizioni ci pare chiaro che l'affare non si farà. Ma è anche vero che da qui all'apertura del mercato mancano ancora diverse settimane e c'è lo spazio perché i due club possano trovare un punto d'incontro. Soprattutto se il giocatore, in qualche misura, farà un minimo di pressione sull'United per lasciarlo andare. Cosa, però, che chi conosce il ragazzo, ritiene difficile, conseguenza di un carattere timido e poco propenso a esagerate prese di posizione. Se poi il nuovo allenatore del Manchester dovesse ritenerlo un difensore utile alla causa, allora per la Roma tutto si complicherebbe. In contemporanea alla questione dell'esterno difensivo, Tiago Pinto e i suoi più stretti collaboratori stanno cercando di individuare l'uomo giusto da mettere al posto giusto nel centrocampo giallorosso che è poi l'altra grande priorità sottolineata più volte da Mourinho (anche con scelte drastiche come quelle di non considerare Villar e Diawara). Per le notizie che arrivano dalla Germania, si fa sempre più complicata la pista che porta a Denis Zakaria. Soprattutto perché lo svizzero, a fronte di altre offerte da Champions, preferirebbe club che gli garantiscano il palcoscenico della coppa più importante. Più possibilità, al contrario, sempre dando retta agli spifferi tedeschi, ci sarebbero per l'austriaco dell'Hoffenheim, Grillitsch, pure lui in scadenza il prossimo trenta giugno e nessuna voglia di prolungare con il suo attuale club. Un terzo nome per il centrocampo è quello dell'uruguaiano Nandez del Cagliari, valutazione da venticinque milioni.