Era iniziata nel modo migliore la stagione di Edoardo Bove: ritiro con Mourinho, convocato per la prima gara ufficiale, la trasferta di Trebisonda, in campo alla prima in casa, contro la Fiorentina, 3' più recupero al posto di Veretout. E poi più nulla: è stato quasi sempre in panchina (ha saltato solo Verona e Udinese) ma non ha più visto il campo. Con 3' è il meno utilizzato della rosa: a zero ci sono solamente l'infortunato Spinazzola, i portieri di riserva Fuzato e Boer, e il coetaneo Tripi, che però, dopo il ritiro coi grandi, era tornato a fare il capitano della Primavera. Zalewski, altro classe 2002, che con Bove aveva condiviso l'esordio in serie A, il 9 maggio scorso, nella stessa interruzione di gioco di Roma-Crotone, è già a 4 apparizioni, con 18' più recupero.

E neppure l'epurazione (ora rientrata) di Villar e Diawara gli ha portato benefici: gli spazi che si sono aperti li ha presi Darboe, suo ex compagno di Primavera. Ma due giorni fa Edoardo Bove ha fatto vedere di non essere arrugginito, con la maglia dell'Italia Under 20, che sfidava la Romania, allenata dall'ex portiere giallorosso (e nazionale romeno) Bogdan Lobont: Bollini gli ha affidato la maglia numero 10 e la fascia di capitano (che spesso portava l'ex giallorosso Cangiano, ora al Bologna), e lui già al primo minuto ha messo in discesa la gara, saltando due difensori prima di mettere in mezzo un cross basso, talmente insidioso che costringe il centrale di sinistra Giafer a un intervento sbilenco, verso la sua porta: la palla sbatte sul portiere, e poi sul piede del centravanti azzurro Vergani, che sblocca. Segnerà anche il terzo, l'ex bomber dell'Inter Primavera, il secondo è di un altro ex nerazzurro, Oristanio, su punizione, il quarto lo firma Bove, stop e tiro con il destro, all'angolino basso. Si va a riposo sul 5-0 (ancora Oristanio), nella ripresa in campo anche Riccardi e uno di quelli con cui Bove si giocava il posto in Primavera, Tommaso Milanese, ora in prestito all'Alessandria: tempo 2' e i tre ragazzi di Trigoria costruiscono l'azione del 6-0, finalizzato proprio dal centrocampista che Fonseca aveva lanciato in Europa League. Ancora Riccardi e Milanese protagonisti nell'azione del 7-0: Grosu interviene per evitare che il pallone arrivi in mezzo, ma finisce per mettercelo lo lui stesso, e Bove di prima intenzione lo calcia in rete, stavolta col sinistro.

Bove in campo con la Roma (As Roma via Getty Images)

E pochi minuti dopo Bollini decide che basta così, richiamandolo in panchina al 21' della ripresa: sarà un caso, la goleada si ferma, nonostante la Romania sia ormai in ginocchio. Ha giocato 6 partite quest'anno l'U20, e Bove (che ha commentato con «pomeriggio perfetto», su Instagram, una foto di martedì, con 10 e fascia bene in vista) ha raccolto 6 presenze, di cui 4 dal primo minuto: non ha la visibilità dell'U21, ma è pur sempre un bel modo per accumulare minuti, in attesa che Mourinho gli dia una seconda opportunità. Fa degli inserimenti in fase offensiva il suo punto di forza, il centrocampista arrivato nel 2012 dalla Boreale, ma se c'è da correre dietro a un avversario non si tira certo indietro: per caratteristiche, anche se ha giocato quasi sempre in una mediana a tre, è più simile a Veretout che a Cristante. Potrebbe partire tranquillamente anche alle spalle di un centravanti, ma in quel ruolo c'è la fila, dietro capitan Pellegrini, che se sta bene gioca sempre: Zalewski primo, il 18enne Volpato più staccato, ancor prima i tanti adattabili nel ruolo, da Mkhitaryan a Carles Perez. Mentre un vero e proprio vice-Veretout non c'è: Darboe, Villar e Diawara non hanno quel dinamismo. E il francese, con il giallo preso al 97' sul milanista Tonali, è entrato in diffida: qualora ci fosse bisogno, Bove ha fatto vedere di essere pronto.