Un tap-in facile facile, a porta praticamente spalancata, su assist di Federico Chiesa: per Lorenzo Pellegrini contro la Spagna è arrivato l'ottavo sigillo stagionale tra Roma e Nazionale. Nella passata stagione, per raggiungere la stessa cifra di marcature, al Capitano erano serviti sette mesi circa: il gol numero otto, nel 2020-21, era quello contro l'Ajax nei quarti di finale di Europa League, l'8 aprile scorso. «I tempi stanno cambiando», cantava Bob Dylan molti anni fa, e per Lorenzo il cambiamento è rappresentato da José Mourinho. Non che in passato le sue doti tecniche fossero in discussione, ma la costanza nel rendimento sì. Adesso, a venticinque anni compiuti, dopo aver rinnovato per un lustro il contratto con la Roma e dopo esserne diventato il Capitano designato, il numero 7 ha spiccato definitivamente il volo sotto la guida dello "Special One". «Se avessi tre Pellegrini - diceva Mou alla vigilia della gara di ritorno contro il Trabzonspor - giocherebbero tutti e tre».

In attesa della clonazione, in rosa ne ha uno solo, ma sembra davvero fare per tre: imposta e rifinisce, recupera palloni e detta i tempi, si inserisce, serve assist e segna gol da leccarsi i baffi. Basta rivedere le magie contro Cska Sofia, Salernitana e Verona per rendersi conto del suo valore e, soprattutto, della sua crescita. Una crescita non solo in termini di contributo in campo, ma anche dal punto di vista della leadership: da Capitano, si fa sentire sempre, spronando i compagni e caricandoli. Ha saltato per una squalifica a dir poco ingiusta il primo big-match della stagione, ma dietro l'angolo c'è la sfida contro la Juventus; Lollo, che in questi giorni divide con tanti bianconeri il ritiro della Nazionale, guarda già alla sfida di domenica 17. Se nella passata stagione gli scontri diretti sono stati uno dei talloni d'Achille della Roma di Fonseca, adesso la voglia di invertire quella tendenza è più forte che mai. E Lorenzo, da leader qual è, non vede l'ora di scendere in campo a Torino.

In Nazionale

All'Allianz Stadium, però, Pellegrini sarà anche domenica alle 15, quando la Nazionale si giocherà il terzo posto in Nations League. Una gara nella quale il centrocampista giallorosso spera di avere una chance dal primo minuto, forte del gol segnato mercoledì contro la Spagna a San Siro. Mandato in campo da Mancini al 64' al posto di Jorginho, Lorenzo ha confermato il suo grande momento, finalizzando il contropiede guidato da Chiesa che ha riaperto (seppure troppo tardi) la sfida contro Luis Enrique: sfumata la possibilità di vincere il trofeo e interrotta la striscia d'imbattibilità, il Commissario tecnico a questo punto potrebbe concedere un po' di riposo ad almeno uno tra Jorginho, Verratti e Barella. Dopo la delusione del forfait last-minute causa infortunio all'Europeo vinto dagli Azzurri, Lollo punta a risalire le gerarchie di Mancini; ad aiutarlo può intervenire la sua duttilità, perché già nella fase a gironi della Nations League il Ct lo aveva schierato alto a sinistra nel tridente. Un'ipotesi quindi ripetibile, dato che in quel ruolo Pellegrini era anche andato a segno, contro l'Olanda ad ottobre 2020. Del resto, il taping visto sul ginocchio sinistro l'altra sera è dovuto a una semplice botta rimediata contro l'Empoli, ma che non desta alcuna preoccupazione. Tornerà a Torino, poi, con la maglia giallorossa e la fascia di capitano, una settimana più tardi. Per continuare a illuminare il cammino della Roma di Mourinho.