Tutti o quasi a Boston. Pure chi non c'è. Cioè Eusebio Di Francesco. Perché al di là di progetti di marketing e comunicazione, il piatto forte degli incontri bostoniani tra il presidente Pallotta e gran parte della sua dirigenza, sarà proprio l'allenatore, anzi per dire meglio il futuro del tecnico abruzzese, legato alla Roma da un contratto in scadenza il trenta giugno del 2021. La tormentata vittoria sul Genoa, oltre ad aver garantito tre punti fondamentali, ha evitato che Monchi, Fienga e Calvo ieri, al loro arrivo a Boston, trovassero un Pallotta con i capelli dritti e intenzionato a chiudere subito il rapporto con l'allenatore. Ma il problema resta, soprattutto alla luce di una Roma che dal punto di vista della prestazione tutto è sembrata meno che avviata verso la guarigione.

Il futuro del tecnico

Il direttore sportivo Monchi, il responsabile del marketing Francesco Calvo e il numero uno della comunicazione Guido Fienga, come programmato da tempo, ieri mattina alle dieci e venticinque sono decollati alla volta di Boston, volo diretto battente bandiera Alitalia, atterrato a casa Pallotta intorno alle venti e trenta italiane, quattordici e trenta locali. Già nella serata americana c'è stato il primo contatto con il presidente, ma gli incontri in cui si affronteranno i vari problemi giallorossi, ci saranno tra oggi e domani (il rientro in Italia dei dirigenti è previsto nella giornata di giovedì). E la problematica principale sarà quella legata al futuro di Eusebio Di Francesco. Del resto lo sa anche il tecnico che la vittoria ai confini della realtà ottenuta contro il Genoa, tutto può essere considerata meno che la panacea dei mali con cui la Roma si sta dibattendo dall'inizio di questa stagione. I dubbi che c'erano prima del Genoa, sono rimasti più o meno tutti, fermo restando che ora si possono affrontare con tre punti in più in classifica e con un pizzico di serenità in più. Ma il tema allenatore rimane di stretta attualità, sapendo che in caso di mancato successo contro la squadra di Prandelli, l'addio a Di Francesco sarebbe stato automatico. Al momento di una cosa abbiamo una ragionevole certezza: il tecnico rimarrà fino alla conclusione del girone d'andata. Cioè sabato a Torino contro la Juventus, il ventisei all'Olimpico contro il suo vecchio Sassuolo, tre giorni dopo trasferta sul campo del Parma. Duecentosettanta minuti in cui sarà necessario che la sua Roma dia concreti segnali di miglioramento e faccia pure i risultati che si sperano, ovvero due vittorie con Sassuolo e Parma, e con la Juventus vada come vada. In caso contrario si cambierà. La Roma, ovviamente, smentisce qualsiasi contatto con altri tecnici, ma il tema è già stato affrontato. Al punto che sono circolati già svariati nomi. Per quello che ci risulta alcuni di questi nomi che sono stati fatti, non sarebbero neppure stati presi in considerazione (Stramaccioni, Cosmi e l'argentino Sampaoli che peraltro si è appena accasato al Santos), l'ipotesi Lopetegui reduce dal flop al Real non convince nessuno, le piste italiane, Montella e Donadoni, per ora sono in seconda fila. In prima c'è un nome straniero, anzi due: Laurent Blanc e Paulo Sosa con il primo preferito a Trigoria, il secondo proposto da Franco Baldini che in questo periodo si sta godendo il sole dell'estate sudafricana. Monchi e Pallotta parleranno anche di questo, fermo restando che l'auspicio è quello di non dover affrontare il cambio di allenatore per il semplice motivo che vorrebbe dire che per i giallorossi la nottata è passata.

Il mercato di gennaio

Non solo Di Francesco. Perché Monchi con il presidente affronterà anche la questione dell'imminente mercato di gennaio che si aprirà all'inizio del mese per chiudersi il diciotto. Ormai è notorio che il budget a disposizione del direttore sportivo per intervenire con operazioni in entrata è limitato a qualche milione di euro, una cifra che nel mercato di questi tempi non può consentire operazioni che convincano i tifosi a presentarsi all'aeroporto per dare il benvenuto al nuovo acquisto. La priorità rimane, considerando il possibile prestito di Coric, acquisire un centrocampista con caratteristiche e passo diverso da quelli che ci sono attualmente in rosa. Monchi vorrà capire se ci potrà essere la possibilità di un extrabudget (che si può ottenre anche con eventuali cessioni) per poter operare con maggiore libertà. In caso contrario il direttore sportivo dovrà essere bravo a concretizzare un'operazione in prestito, magari anche per un anno e mezzo, con una spesa non eccessiva. Chi, però? Continua a circolare il nome del messicano Herrera del Porto, in scadenza di contratto il trenta giugno prossimo. C'è stata esclusa questa possibilità, ancora di più dopo che ieri il sorteggio Champions ha messo di fronte le due squadre negli ottavi di finale. Stessa risposta l'abbiamo avuta per Sanogo.