Al turn over Mourinho non pensa. Lo ha detto chiaramente in conferenza ed è persino naturale che sia così. Quello di stasera con il Sassuolo sarà solo il primo di una lunga serie di impegni che la Roma dovrà affrontare nelle prossime settimane (giovedì il Cska Sofia, domenica il Verona, poi l'Udinese in infrasettimanale e la Lazio), ma in assenza di particolari patologie, non ha già oggi il motivo per tener fuori qualcuno dei giocatori con cui ha affrontato l'inizio della stagione. Così toccherà ancora una volta ai romanisti che si possono al momento considerare titolari, gli stessi che hanno giocato le prime quattro sfide, al netto di due cambi obbligatori: a Salerno è toccato a Perez sostituire lo squalificato Zaniolo, l'altro deriverà oggi dall'indisponibilità di Matias Viña, al suo posto è pronto Calafiori.
Le gerarchie di Mourinho in questo momento parlano chiaro. In porta il titolare ormai indiscutibile è Rui Patricio, in difesa a destra toccherà ancora a Karsdorp mentre al centro della difesa è probabile la conferma della coppia Mancini-Ibanez. Smalling, tornato a disposizione, potrebbe accomodarsi in panchina oppure riprendersi già oggi il suo posto accanto a Mancini (vicecapitano della Roma, ufficializato ieri da Mourinho: il terzo è Cristante). A sinistra appunto Calafiori (o, nel caso, Ibanez). In mezzo al campo confermata la coppia Cristante-Veretout. Davanti saranno regolarmente al loro posto da destra a sinistra Zaniolo, Pellegrini e Mkhitaryan alle spalle di Abraham. Solo panchina, ma con l'idea di rendersi utili al più presto, Shomurodov e Perez, elogiato ieri da Mou.