Quello con gli arbitri è da sempre un rapporto difficile per la Roma. Suo malgrado. Decisioni nel corso degli anni che definire controverse è esercizio eufemistico, costate punti importanti e a volte addirittura campionati. Con l'introduzione del Var le cose sembravano cambiate (anche se al debutto dello strumento tecnologico fu negato un rigore macroscopico a Perotti in un altro Roma-Inter). Poi il nuovo protocollo introdotto nella stagione in corso ha di fatto sancito la restaurazione. Tanto da condannare i giallorossi in almeno sei occasioni. L'ultima delle quali ad opera della coppia formata da Rocchi, che in campo nemmeno è stato colto dal dubbio in occasione del clamoroso fallo su Zaniolo; e Fabbri, che in sala video è riuscito nell'incredibile impresa di non riuscire a vederlo al replay. Ultima di una serie di nefandezze stagionali, che hanno tolto punti e certezze alla Roma, al netto dei suoi demeriti. Eccole in sequenza.

EMPOLI-ROMA 0-2

Rigore Under

Il primo episodio è indolore soltanto perché l'attaccante dell'Empoli Caputo alza troppo la mira dal dischetto. Sull'1-0 per i giallorossi, Mazzoleni concede un rigore molto generoso ai padroni di casa: sul corner dei toscani si sviluppa un batti e ribatti in area e la palla schizza sul braccio di Ünder, da distanza ravvicinatissima e senza alcuna volontarietà. Ma l'arbitro bergamasco è irremovibile e solo l'errore di Caputo - che tira alto - lascia inalterato il vantaggio della Roma, che nel finale raddoppierà anche.

ROMA-SPAL 0-2

Roma-Spal (Gino Mancini)

Proprio mentre la squadra di Di Francesco sembra veleggiare verso un ritorno ai vertici, arriva uno stop inatteso e gravissimo, in casa con la Spal. Prestazione da dimenticare (o da ricordare, a seconda delle visuali) per i romanisti, eppure sullo 0-0 la gara potrebbe prendere ben altra piega se Pairetto vedesse l'evidente spinta di Cionek ai danni di Dzeko, mentre il bosniaco sta saltando di testa per colpire a botta sicura dall'area piccola. Invece niente. L'arbitro di Nichelino è però solerte a concedere il tiro dagli undici metri ai ferraresi per una leggera spinta di Luca Pellegrini a Lazzari, che vola come fosse stato fulminato. L'episodio sblocca la partita e fa sprofondare i giallorossi in una nuova crisi.

NAPOLI-ROMA 1-1

Rigore su Dzeko (LaPresse)

Subito dopo l'imperdonabile disfatta casalinga con la Spal, la Roma è di scena al San Paolo. Va anche inaspettatamente in vantaggio nel primo tempo, e a inizio ripresa - mentre il Napoli sbatte su un muro coi suoi attacchi sterili - arriva la grande occasione per un raddoppio che potrebbe essere decisivo per le sorti del match. Dzeko è lanciato verso la porta di Ospina, quando sull'uscita del portiere viene spintonato alle spalle da Albiol: inevitabile la caduta del bosniaco, che è così impossibilitato ad andare al tiro. Il fallo dello spagnolo è molto simile a quello concesso la settimana precedente proprio contro la Roma, ma più veemente e da dietro anziché spalla a spalla. La concessione del rigore sembra inevitabile a tutti, tranne che all'arbitro Massa, che non solo non ricorre al Var, ma addirittura ammonisce il numero 9 per simulazione. Oltre al danno, la beffa della multa.

FIORENTINA-ROMA 1-1

Il fallo di faccia (LaPresse)

La madre di tutti i fattacci arriva nel match immediatamente successivo. La Roma fa visita alla Fiorentina nella seconda delle due trasferte terribili consecutive. A dirigere viene designato il toscano Banti, al Var c'è Orsato, che quando ha a che fare con i giallorossi non appare mai particolarmente sereno: suo per esempio il mancato intervento nel Roma-Inter del debutto difranceschiano in panchina all'Olimpico, un clamoroso sgambetto di Skriniar a Perotti non sanzionato. Fedele alla linea, il fischietto di Schio riesce a sorvolare anche al Franchi su un altro episodio macroscopico: Simeone intercetta un retropassaggio avventato di Ünder e s'invola verso la porta di Olsen, che esce perfettamente ritraendo le braccia proprio mentre l'argentino tenta di saltarlo. Risultato: il centravanti viola non viene sfiorato, ma in cambio colpisce Robin in pieno volto con lo scarpino. Banti concede un incredibile rigore fra le vibranti proteste romaniste che invocano un intervento del Var. Ma Orsato ancora una volta decide di non decidere, ovvero di avallare lo scempio di campo.

UDINESE-ROMA 1-0

Rigore su Pellegrini (LaPresse)

Fabbri deve avere la vista particolarmente appannata con la Roma. Ben prima della sfida con l'Inter, l'aveva già privata di un rigore solare a Udine. La spinta di Samir ai danni di Lorenzo Pellegrini è evidentissima e arriva da dietro (peraltro il trequartista giallorosso è a pochi passi dalla porta friulana), ma il fischietto di Ravenna racchiude in una sola azione l'atteggiamento delle famose tre scimmiette: non vede, non sente, non parla (con il Var). E ancora una volta la Roma non ottiene quello che le spetta.

ROMA-INTER 2-2

Rigore su Zaniolo (Gino Mancini)

L'ultimo degli episodi incriminati è ancora fresco e porta in calce una firma che evoca fantasmi mai dimenticati da queste parti: nell'ottobre 2014 il fischietto fiorentino condizionò l'intera sfida con la Juventus con tre decisioni tutte a favore dei bianconeri. Domenica ha concesso il bis: Rocchi II, la scianchetta. Il fallo di D'Ambrosio su Zaniolo ha ormai fatto il giro del mondo e c'è poco da aggiungere a immagini più che eloquenti. Meno enfasi è stata concessa a un altro fallo non sanzionato in mezzo al campo - sempre ai danni del numero 22 - sull'azione successiva, da cui scaturisce il primo vantaggio nerazzurro. Sullo stesso rigore concesso nella ripresa per un lampante fallo di mano di Brozovic, c'è bisogno delle plateali proteste di un intero stadio per richiamare l'attenzione della coppia Rocchi-Fabbri, che avevano ancora una volta sorvolato. Dopo la visione sul monitor, la decisione è inevitabile. Rigore per la Roma, a "soli" dieci mesi dall'ultimo a favore. Bontà loro.