«Si dovrebbe vergognare». L'urlo è di James Pallotta. L'unica cosa che non si capisce bene, è chi. Rocchi o Fabbri? L'impressione è entrambi. Perché il presidente della Roma alla fine della partita con l'Inter ha cominciato a rispondere a tutti quelli che gli hanno chiesto un giudizio sulla direzione arbitrale della partita di ieri sera contro l'Inter. Pare per la verità che James Pallotta già alla fine del primo tempo abbia chiamato i suoi dirigenti per manifestare il suo disappunto (eufemismo) per una direzione arbitrale, rigore non dato e non rivisto al Var su Zaniolo, fallo ancora su Zaniolo non fischiato a metà campo e l'Inter che parte e va a segnare il gol del primo vantaggio, che ha fatto imbufalire anche quei tifosi o presunti tali che, fin qui, nonostante svariati torti arbitrali subiti dai giallorossi, avevano fatto finta di nulla per il solo piacere di poter gettare fango sulla Roma.

L'urlo del presidente

Pallotta nel dopo partita è stato un fiume in piena. Ha deciso, insieme agli altri dirigenti, che l'unico della Roma delegato a parlare, lui escluso of course, sarebbe stato Francesco Totti. Con il dieci che, giustamente, ha detto di tutto e di più. Ma dalla sua Boston, Pallotta non si è fatto mancare niente: «Io non capisco. Come mai non si è andati a rivedere il fallo su Zaniolo in area di rigore? Il Var è stato messo proprio per questo tipo di situazioni, altrimenti cosa ci sta a fare? Era ovvio che l'arbitro doveva essere consigliato di andare a rivedere il fallo su Zaniolo, l'avessero fatto ci sarebbe stato assegnato il calcio di rigore. Io sto ancora urlando per quell'episodio, è incredibile che le cose siano andate in questa maniera. È stata una farsa totale».

Non è il primo episodio

Le parole durissime del presidente giallorosso, probabilmente sono anche figlie legittime di tutta una serie di torti arbitrali che la Roma ha subito in questo campionato. A Firenze, dopo il comico rigore assegnato alla Fiorentina, era stato Monchi a presentarsi davanti a telecamere e microfoni per manifestare il disappunto (eufemismo) della società di fronte a fischi arbitrali che l'avevano duramente penalizzata. Ieri sera, dopo l'Inter, dopo quel rigore non dato, quel fallo su Zaniolo non fischiato e quel rigore per fallo di mano di Brozovic che Rocchi aveva lasciato andare, Pallotta è intervenuto in prima persona per sottolineare i danni che stanno facendo alla sua Roma. «Questo andazzo sta andando avanti da diverse partite, questa storia deve finire» ha tuonato. Fino a ieri sera era stato tranquillo. E quando gli è stato chiesto se si ricordava che l'arbitro contro l'Inter era lo stesso di quel cinque ottobre a Torino contro la Juventus, la sua risposta è stato un secco «sì». Auguriamoci che non sia vero che non c'è due senza tre.