Col timbro di Mourinho, la Roma ha vinto la sua prima, temutissima partita, in casa del Trabzonspor e ha dunque ipotecato il passaggio ai gironi della Conference League: per arrivarci basterà non perdere con due gol di svantaggio contro i turchi tra sei giorni all'Olimpico (con un gol di svantaggio, a prescindere dalla dimensione numerica, si andrebbe ai supplementari). Ma certo è che dopo la gagliarda vittoria di ieri, soprattutto per le sue modalità, c'è da essere ottimisti: la Roma non concede più campo ai suoi avversari, palleggia senza correre rischi, raramente si scopre (solo a volte con i terzini quando salgono entrambi), colpisce con tanto campo davanti grazie alle abilità tecniche dei suoi giocatori offensivi.

Ieri hanno partecipato tutti e quattro alle due reti della vittoria: il vantaggio è arrivato ad inizio ripresa con una furente iniziativa di Zaniolo, con l'assist di Mkhitaryan e il sigillo di Pellegrini; il gol della vittoria su angolo di Zaniolo, con colpo di testa sul palo di Mancini e tap-in di Shomurodov. In mezzo il gol di Cornelius, il rinforzo per l'attacco turco appena presentato, subito a segno, al primo assalto, su assist di Bruno Peres che ha festeggiato con gran fervore.

La Roma ha indubbiamente meritato la vittoria anche se la partita a scacchi Mourinho l'ha giocata con la conosciuta attitudine cauta. Niente pressioni estreme, nessun possesso esasperato, grandissimo rispetto per ogni avversario e fiondate chirurgiche quando se ne presenta l'occasione. Non sappiamo se sarà la strada per andare in paradiso, è sicuramente una formula corretta per evitare la maggior parte dei rischi che corrono le formazioni che giocano più aperte: quello che ci vuole, probabilmente, per i tifosi romanisti dopo diverse stagioni di calcio offensivo, ma infruttuoso. Così la Roma a Trabzon per i primi minuti ha completamente lasciato l'iniziativa ai più scarsi avversari, che si sono presi il pallone e non l'hanno mollato praticamente per una ventina di minuti. Niente di particolarmente pericoloso per Rui Patricio, sia chiaro, salvo una bella incursione di Hamsik ignorato da Karsdorp e un destro senza troppe pretese di Nwakaeme controllato dal portiere portoghese. Ma col suo 433 Avci, confermando il giudizio positivo dato da Mourinho in conferenza alla vigilia, ha occupato bene gli spazi, ha tenuto larghi gli esterni (pericoloso il nigeriano a sinistra, a destra la controfigura di Gervinho), con in mezzo il lungo Djaniny che con l'indimenticabile capitano giallorosso Peppe condivide solo l'assonanza del cognome, non certo la proprietà tecnica.

Ma è in mezzo che i turchi hanno impostato bene la partita, con le geometrie in impostazione di Ozdemir, il dinamismo di Hamsik e l'intelligenza tattica del nazionale greco Bakasetas, alto in pressione in fase di non possesso sul centrale romanista di zona palla e mediano in difesa più bassa. È dietro che Avci ha qualche problema in più, per via delle ricorrenti incertezze di Ié e dell'ex Fiorentina Vitor Hugo. Molto bassa la Roma all'inizio, poi a poco a poco ha preso coraggio e ha creato le occasioni migliori, con la formazione tipo annunciata, il 4231 con Mancini e Ibanez al posto di Smalling, Karsdorp e Viña esterni alti spesso anche contemporaneamente (ma entrambi imprecisi in fase di rifinitura), Cristante e Veretout non nel mezzo, la linea di trequarti non ancora brillantissima dal punto di vista fisico (Zaniolo, Pellegrini e Mkhitaryan), fino a Shomurodov, sempre vivo e pronto a pungere.

Al 14° l'ex Peres si è preso un giallo e uno spavento fermando fallosamente Mkhitaryan lanciato a rete proprio su palla conquistata dall'uzbeko. Al 18° su respinta del portiere su calcio d'angolo Veretout ha avuto la palla con i rimbalzi giusti per calciare forte, ma l'ha mandata in curva. Al 23° Pellegrini ha battuto una gran punizione per Zaniolo che non ha calcolato bene i tempi del pallone. Al 25° Mkhitaryan ha trovato pure il gol, con un gran destro dopo un controllo in area su cross di Karsdorp, ma secondo l'attento Jug si è prima aggiustato la palla con un braccio: e in assenza del controllo Var ci si è dovuti affidare solo alla sua valutazione. Proprio come pochi minuti prima, per un presunto contatto tra Peres e Viña in area: ammonito l'uruguaiano per simulazione, ma forse un lieve contatto c'è stato. Al 39° l'occasione più ghiotta per la Roma, con cross morbido da sinistra di Shomurodov sul secondo palo, dove Karsdorp ha controllato la palla e sparato un gran destro finito sfortunatamente sull'esterno della rete.

La Roma è partita benissimo nella ripresa e dopo 10 minuti di è trovata sopra, approfittando del solito svarione difensivo turco: è stato Zaniolo a gestire il pallone a metà campo a modo suo, difendendolo dagli assalti avversari e giocandolo poi nello spazio più invitante, verso Mkhitaryan, che ha osservato il movimento incrociato degli attaccanti (Shomurodov ad attaccare il primo palo, Pellegrini ad aprirsi sul secondo) e ha mandato la palla proprio sul destro del capitano, bravo ad incrociare di piatto senza dare neanche forza al pallone.

Poi Avci ha fatto due cambi, inserendo Cornelius al posto dell'inguardabile Gervinho e mettendo un altro terzino sinistro. Ma è da destra che un minuto dopo il Trabzonspor ha pareggiato, con un lancio su Peres in sospetta posizione di fuorigioco (senza Var resta tale), cross per Cornelius che ha sovrastato Mancini e battuto Rui Patricio, incolpevole. Sull'1-1 la Roma ha sbandato in un paio di occasioni, ma è stato bravo entrambe le volte il portiere portoghese a respingere i tentativi di Nwakaeme. Ma su un corner al 36°, Zaniolo ha calciato forte sul secondo palo, Mancini ha mandato il pallone sul primo con una parabola di testa, e Shomurodov è stato bravo a colpire in tap-in. Nel finale con tre cambi difensivi Mourinho ha abbassato la Roma con un solidissimo 6-3-1 e l'assalto estremo è stato neutralizzato con un'altra sicura presa di Rui Patricio. Buona la prima.