Dici Champions, pensi a Diego Perotti. Che, magari qualcuno se lo è dimenticato, è ancora un giocatore della Roma. Del resto questa parte iniziale di stagione, per l'argentino è stata una specie di via crucis, quasi un proseguimento ancora più sfigato di quella passata quando, soprattutto nella parte conclusiva, frequentò più i dottori che i compagni di squadra. Caviglia, bicipite femorale, polpaccio, l'argentino non si è fatto mancare nulla in questo periodo. Con il concreto rischio di entrare in una fase ipocondriaca con tutte le conseguenze del caso. Un po' come gli accadde a Siviglia quando, perseguitato dagli infortuni, pensò addirittura di lasciare il calcio. Ma ora, toccando ferro, il peggio sembra passato e Perotti vuole tornare a proporre la sua candidatura in una fase della stagione in cui ogni partita farà rima con Champions: in campionato per continuare la risalita in classifica, in Europa per garantirsi il proseguimento di un'avventura che lo scorso anno abbiamo scoperto che tipo di emozioni può regalare.

Grazie a Perotti. Perché nessuno si è dimenticato di quel ventotto maggio firmato Francesco Totti. Ma pure, appunto, Diego Perotti che con quel gol al novantesimo contro il Genoa garantì ai giallorossi il secondo posto e la qualificazione diretta alla Champions. Gol che ha voluto dire la certezza di decine di milioni di euro con Perotti ancora protagonista come con quel gol al Qarabag che regalò ai giallorossi il primo posto in un girone che ai nastri di partenza diceva Chelsea e Atletico Madrid roba che ci eravamo tutti già fasciati la testa.

Il peggio è alle spalle

La prima cosa da fare, ricordando i precedenti, è toccare ferro, la seconda è che ormai ora si può dire che l'argentino è pronto a tornare a tornare ad allenarsi con il gruppo. Dovrebbe avvenire all'inizio della prossima settimana. L'argentino non vede l'ora. Ieri anche se era giornata di riposo, Perotti si è regolarmente presentato a Trigoria per proseguire nel suo lavoro personalizzato che da domani dovrebbe consentirgli di rispondere presente all'appello di Di Francesco. Del resto è già da qualche giorno che sta lavorando con i compagni, evitando, per precauzione, di partecipare solo alla partitella che di solito conclude il lavoro quotidiano. Il primo obiettivo dell'argentino è quello di tornare a sentirsi un calciatore. In questa stagione i suoi numeri dicono tutto: appena due presenze, una da titolare in campionato a Bologna, la seconda in Champions a Madrid partendo dalla panchina. In tutto ha sommato appena 118 minuti che è come dire di non averlo mai avuto a disposizione. Il suo calvario è cominciato con un problema alla caviglia, è proseguito con il bicipite femorale, si è concluso, si spera, con fastidi a un polpaccio. Certo per l'argentino non sarà una passeggiata di salute riprendersi il posto sulla preferita fascia sinistra. El Shaarawy fin qui ha dimostrato di avere anche un pizzico di continuità in più e poi ci sono i progressivi miglioramenti di Kluivert che vedono l'olandese sempre più in rampa di lancio per una maglia da titolare. Perotti, però, prima di pensare al suo futuro che ciclicamente lo proietta a un ritorno verso il Boca Juniors, vuole riprendersi il suo ruolo da protagonista con la maglia della Roma. È tempo di Champions e l'argentino può essere l'uomo in più per conquistare quella del prossimo anno e per continuare a sognare in quella di quest'anno.