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F1, 40 anni fa ci lasciava Elio De Angelis

Sono passati quattro decenni dalla tragica scomparsa del più grande rimpianto dell’automobilismo romano, talentuoso, gentile e tifoso della Magica

(GETTY IMAGES)

PUBBLICATO DA Simone Pacifici
15 Maggio 2026 - 18:21

Oggi, dopo un giorno passato a lottare per la sua vita per un tremendo incidente durante una sessione di test presso il circuito francese Paul Ricard con la sua Brabham, si spegneva 40 anni fa Elio De Angelis, il pilota romano forse più talentuoso ad aver mai messo piede in Formula 1.

Due sole vittorie non sanno descrivere colui che nel 1985 mise in difficoltà ad armi pari in Lotus un futuro mostro sacro come Ayrton Senna, al punto da spingere il team britannico, che ormai puntava sul brasiliano, a mandarlo via. Un’enorme ingiustizia per un corridore del suo calibro, ma anche un testamento della sua fama nel paddock, dov’era apprezzato per la sua costanza alla guida, la sua sensibilità tecnica e la sua capacità di farsi ben volere da tutti col suo carattere mite, frutto della sua educazione da ragazzo di Roma Nord. Non è un caso che condividesse questo destino di grande italiano incompiuto, elegante e gentile col mitico Michele Alboreto, al quale era legato da un’autentica amicizia.

Ma nella vita di Elio non c’erano solo le corse: una sua passione era il pianoforte, frutto di una profonda sensibilità artistica. Leggendarie erano le sue esibizioni in presenza degli altri piloti con annessi elogi. Pure il suo amore per il calcio e soprattutto l’AS Roma era noto nell’ambiente, per quanto non cadesse nel tifo cieco. Sapeva essere goliardico con classe, come quando dopo la conquista dello Scudetto del 1983 durante il weekend del Gran Premio di Monaco corse con un lupetto disegnato sul casco, che sfoggiò trionfante a Gianni Agnelli che da grande sconfitto con la sua Juventus rispose con un sorriso di rassegnazione. Senza dimenticare che era amico di Diego Armando Maradona.

A 40 anni dalla sua scomparsa il ricordo di Elio De Angelis vive ancora tra gli appassionati di F1, in particolare romani e romanisti. Il suo talento, la sua classe e la sua eleganza resteranno per sempre iconici, parte di un’epoca del Circus dalle mille sfaccettature che oggi in tanti rimpiangono.

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