Le parole del portiere giallorosso, Antonio Mirante, a margine del premio Ussi.

Sky Sport

"La freddezza di De Rossi? Penso che sia crollato a casa, nei giorni precedenti si intravedeva l'emozione e l'attesa per quello che poteva riservagli lo stadio e l'ha vissuta bene e noi un po' meno perché ci siamo commossi tutti anche quelli del Parma. Questo dimostra il calciatore e l'uomo che è stato per il calcio italiano. Cosa ci ha dato? Lui ci dava qualcosa di unico e ci motivava e arrabbiandosi nel modo giusto. Mi ha fatto impressione nella prima di campionato l'urlo negli spogliatoi la carica agonista e mi ha impressionato perché dentro quella carica c'è l'emozione per quella maglia. L'eredità che lascia? La Roma vista da fuori ha sempre avuto identità con calciatori romani e romanisti e ci sarà anche dopo Daniele con Florenzi e Pellegrini che possono raccogliere questa eredità con le loro caratteristiche e i valori trasmessi da Daniele possono lasciargli qualcosa. La mia carriera? Continuerà il più a lungo possibile spero, non mi aspettavo questo finale da protagonista e sono contento. Certo speravo nella Champions ma bisogna ripartire con le motivazioni dell'ultimo periodo. Da Quando è arrivato Ranieri abbiamo avuto un atteggiamento generale un po' diverso. Con me in porta dall'inizio saremmo andati in Champions? Apprezzo i complimenti, ma credo sia ingeneroso nei confronti di Robin (Olsen, ndr). Credo che in generale da quando è arrivato Ranieri le cose sono migliorate, ci siamo compattati in mezzo al campo. Non è demerito di Di Francesco, anzi bisogna ricordare il traguardo della semifinale di Champions raggiunta, probabilmente siamo cambiati mentalmente nell'ultimo periodo. I rimpianti per la Champions ci sono, potevamo vincere le partite contro Genoa e Sassuolo ed arrivare tra le prime quattro".

Durante la premiazione del premio arancio

Come è andata la stagione?
"Bene. Nel senso che abbiamo vissuto una stagione difficile e contorta. La serata di ieri è stata molto particolare, emozionante per la nostra comunità e soprattutto perché un grande campione e uomo va a giocare altrove. Ancora una volta la nostra comunità ha dimostrato grande attaccamento nonostante la stagioen difficile. Per noi è uno slancio per ripartire la stagione prossima".

Ranieri poi ha detto che sarebbe toccato a te...
"E' il mio ruolo e lavoro, quello che dovevo fare qua. Ad un certo punto il mister ha deciso di buttarmi dentro e alla mia età non posso permettermi di essere impreparato. Poi si può sbagliare o no, ma a livello di testa non posso sbagliare. Quello che dovevo portare alla Roma era proprio questo. Sono contento di quello che ho fatto in queste partite, di aver contribuito ad un finale migliore".

Quali saranno gli errori da non rifare nella prossima stagione?
"Sicuramente sarà l'approccio al campionato, non dobbiamo farci condizionare dalle problematiche di mercato e della stagione appena conclusa. Non dobbiamo neanche demoralizzarci per quello che è successo quest'anno, è successo il contrario l'anno scorso, la Roma arrivava da una stagione esaltante. Sarà importante ripartire con uno slancio giusto".

Come ti sei trovato in questa esperienza romana?
"Fantastica, il nostro ambiente è magnifico. Si pensa che nel mondo del calcio l'ambiente romanista sia pesante, pieno di pressioni, ma per noi è stimolante, è stimolante per me. Lo è stato alla mia età e questo ti fa venire voglia di giocare qualche anno in più".

Zona mista

Qual è il bilancio della stagione della Roma?
"Abbiamo fallito l'obiettivo principale, ci dispiace perché ad un certo punto abbiamo ricominciato a crederci. Per arrivare quarti in classifica dovevamo avere un po più di continuità e di prestazione di risultati. Dispiace perché la Roma è una di quelle squadre che ci deve sempre stare in Champions".

Ti senti il portiere titolare anche per l'anno prossimo?
"Mi sento un portiere della Roma e basta, come tutti gli altri si sentono un calciatore della Roma. Nelle grandi squadre c'è sempre competizione e questo dà stimolo e deve dare maggiori responsabilità a tutti noi".

Qual è stato il vostro punto debole in questa stagione? La continuità?
"Ci sono stati altri fattori sicuramente. Quest'anno siamo stati travagliati dagli infortuni, un dato importante da analizzare. Abbiamo avuto un cambio di allenatore che un po' ha influito all'inizio. Sicuramente le cose non andavano benissimo. Questo ci ha fatto perdere un po' quei punti che non ci hanno permesso di entrare in Champions perché se andiamo a vedere ieri tutte le squadre erano lì quindi la differenza è stata poca".

Vi ha detto qualcosa in particolare De Rossi?
"No, è stata una cosa commovente per tutti noi e fa avvicinare ancor di più i tifosi al calcio perché penso anche le altre tifoserie abbiano dimostrato a Daniele De Rossi tutta la stima e l'affetto".

Quale promessa ti senti di fare per l'anno prossimo ai tifosi?
"Ai tifosi non ci sono promesse da fare. Si aspettano grande attaccamento ed è una cosa che Daniele ci ha lasciato. E' quello che possiamo dimostrare in campo".