In un'atmosfera da brividi, la Bombonera ha festeggiato i propri beniamini giovedì notte. Rientrati dalla trasferta in casa del Gimnasia La Plata, i calciatori del Boca Juniors sono stati accolti dai cori e dalle coreografie di uno stadio gremito che, ancora una volta, ha affascinato tutti gli appassionati di calcio.

Grazie al 2-2 maturato con le reti di Pablo Perez e Ramiro Abila, gli Xeneizes hanno conquistato per la seconda volta consecutiva la Superliga Argentina, portando il proprio palmares a trentatré campionati vinti. Nonostante una seconda parte di stagione ricca di alti e bassi, gli uomini di Guillermo Barros Schelotto hanno mantenuto un vantaggio di quattro punti sul Godoy Cruz, laureandosi campioni con una giornata di anticipo. Un titolo che potrà festeggiare anche Fernando Gago.

Dopo la rottura dei legamenti patita in nazionale, infatti, l'ex Roma potrebbe giocare alcuni minuti nell'atto finale del campionato contro l'Huracan. Idolo indiscusso della tifoseria, Schelotto è stato il principale artefice della rinascita del Boca, con cui ha vinto ben diciotto trofei (sedici da giocatore e due da tecnico). Ma i meriti della splendida cavalcata vanno ascritti anche ad alcuni calciatori che hanno trascinato la squadra a suon di gol e di buone prestazioni. 

A partire da Dario Benedetto che, nonostante sia fermo da novembre 2017 per infortunio, è il secondo miglior marcatore della squadra con nove reti, ad un solo gol di distanza da Abila. Ragionando in ottica mercato, però, Cristian Pavon è stato senza dubbio il profilo più interessante ammirato nel corso di tutto il campionato.

Prezioso sia in fase realizzativa (sei gol), sia come uomo assist (undici), l'attaccante esterno ha giustificato l'interessamento di diversi club europei, Inter e Roma comprese. Autore di un gol e due assist anche in Libertadores, il ventiduenne ha una clausola rescissoria di circa trenta milioni di euro. Tredici milioni in più rispetto al prezzo di Nahitan Nández. Alla sua prima stagione al Boca, il centrocampista uruguagio con passaporto comunitario ha convinto tutti, collezionando quattro reti e un assist. Numeri che potrebbero suggerire a Fiorentina e Inter di tornare alla carica per il ventiduenne.

Meno appariscente e attivo in zona gol, Wilmar Barrios è stato una garanzia davanti alla difesa. Fondamentale nel proteggere la squadra, il ventiquattrenne colombiano ha saputo ereditare al meglio le funzioni del classico numero 5 argentino, diventando insostituibile per Schelotto. Non a caso tre delle cinque sconfitte stagionali sono arrivate senza di lui in campo.

Arretrando di qualche metro la nostra analisi, Lisandro Magallan rappresenta il pezzo pregiato dell'argenteria gialloblù. Difensore centrale capace di giostrare anche sulla destra in caso di necessità, il ventiquattrenne è finito nei radar dell'Ajax che di recente ha sempre pescato bene in Sud America (David Neres l'esempio più lampante).

La dirigenza olandese ha recapitato un'offerta vicina agli otto milioni alla dirigenza argentina, che parte da una valutazione di dieci milioni. Menzione finale per Agustín Daniel Rossi. A ventidue anni, il portiere argentino ha collezionato dieci clean sheet in ventisei presenze, confermandosi come uno dei migliori interpreti del ruolo. Autore di interventi provvidenziali contro Arsenal de Sarandì, Colon, Temperley e Union de Santa Fe, il ragazzo ha mostrato qualche incertezza solamente in Libertadores, dove ha pagato un po' di inesperienza internazionale a livello di club.