"Il calcio aveva il diritto/dovere di ripartire". Giovanni Malagò commenta così la soluzione trovata dalle istituzioni calcistiche per far ripartire il campionato italiano. Il presidente del Coni ha rilasciato un'intervista a La Stampa, in cui ha commentato la prossima ripresa della Serie A, che ricomincerà dal 20 giugno. Ecco le sue parole

E vissero tutti felici e contenti: è cosi il presidente Malagò?
"Il calcio è stato molto bravo a perseguire gli obiettivi con determinazione e abnegazione, devo dargliene atto. E a farlo senza cercare di aggirare gli ostacoli".

Il calcio batte Malagò (e il suo scetticismo) 1-0 allora?
"La parola scetticismo non mi piace. Non ho alcun problema a riconoscere quello che hanno fatto. Il problema non era tornare a giocare, ma riprendere con protocolli ben precisi. Avevo chiesto un piano B, ho sentito il ministro dire che c'era anche il piano C. Non è mio compito giudicarli ma mi fa piacere. Il calcio aveva il diritto/dovere di ripartire. Usciamo a testa alta".

Si poteva fare meglio?
"Si poteva non perdere tempo all'inizio stabilendo subito le regole senza cercare percorsi alternativi. Quando uno viene travolto dal virus, non può scegliere. Si perde e basta. Si tratta di subire meno danni possibili, il calcio l'ha finalmente capito ma stando dentro i protocolli. Non chiedendo condizioni speciali. E ripartendo anche con una competizione in chiaro che può accontentare tutti".

Ha voglia di tornare a vedere la sua Roma all'Olimpico?
"Magari mi verrà, ma in questo momento non ho lo stato d'animo per farlo. E non credo di essere un caso isolato".