Un balletto di date tra una conferenza e un'intervista televisiva, ma alla fine s'è chiarito quello che per diversi minuti ha tenuto tutti nell'incertezza e che oggi porterà inevitabilmente un nuovo carico di polemiche tra i presidenti del calcio e chi decide i loro destini, nello specifico il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Ministro dello Sport e delle Politiche Giovanili Vincenzo Spadafora. Prima di capire che le squadre di calcio potranno tornare ad allenarsi solo dal 18 maggio, infatti, c'è voluto tutto il mestiere da intervistatore di Fabio Fazio, al cospetto di Spadafora.

Sono le 22.10 e il Ministro chiarisce: «Il 4 maggio potranno tornare ad allenarsi solo gli atleti degli sport individuali, non quelli degli sport di squadra. Per loro resta la data del 18 maggio, peraltro condizionata». Già perché non è ancora certo: «Ad esempio - ha detto ancora Spadafora - proprio ieri sera (e quindi sabato, ndr) il nostro comitato tecnico scientifico ha ricevuto i protocolli della commissione medica della Figc e li ha ritenuti ancora non sufficienti. Ecco perché il Governo ancora prende tempo. Ci sono dei presidenti che stanno tentando di trasformare questo "vedremo" del governo come se fosse una incapacità di decidere. Ma non è vero che non decidiamo o che, peggio, vogliamo penalizzare il calcio. Io sono il Ministro dello Sport e so benissimo che il calcio dà 1,5 miliardi l'anno in gettito fiscale. In realtà anche in Spagna il Ministro della Salute ha detto che non sa se far giocare e se è vero che il Germania sembrano più pronti anche lì sono attenti a monitorare. E in Olanda invece si sono fermati. Ora con queste parole immagino gli improperi che mi riserveranno dalla Lega Calcio, ma non si può dare nulla per scontato, la situazione è in evoluzione continua».

Prima del Ministro aveva parlato alle 20.20 il Capo del Governo Conte, in conferenza stampa praticamente a reti unificate. E illustrando i principi del prossimo Decreto aveva fatto un po' di confusione tra gli sport collettivi e individuali, prima annunciando correttamente la data del 4 maggio per il ritorno al lavoro degli atleti delle discipline "singole", così come è effettivamente scritto nel Dpcm, salvo poi specificare, nella successiva risposta alla domanda del collega della Gazzetta Piccioni, che la data del 4 avrebbe consentito anche ai calciatori di tornare a lavorare nei centri sportivi, facendo così esultare, almeno per un po' di minuti, diversi presidenti della Serie A. Quasi due ore dopo Spadafora avrebbe fatto chiarezza, spostando ulteriormente l'orizzonte per il ritorno al lavoro dei calciatori della Serie A.