Nel momento in cui la Serie A si appresta a tornare in campo con i recuperi della ventiseiesima giornata, il calcio italiano comincia seriamente a riflettere sull'emergenza Coronavirus, paventando per la prima volta l'ipotesi di una sospensione del campionato. E lo fa tramite i suoi esponenti di spicco, tra cui l'ex giallorosso Damiano Tommasi, presidente dell'Assocalciatori: «Fermiamo il campionato! - il suo tweet nella serata di ieri, a corredo di un articolo sulla "chiusura" della Lombardia - Serve altro?». Venerdì Tommasi aveva invitato tutti alla riflessione, lanciando persino l'ipotesi di un rinvio di Euro2020, salvo poi chiarire: «Mi è stato rimproverato di aver fatto una fuga in avanti ardita e destabilizzante - le sue parole, affidate al profilo Facebook dell'Aic - È qui che deve prevalere la responsabilità, la concretezza e la visione di una realtà che sta cambiando». Tutti gli sport si stanno fermando, il succo del discorso di Tommasi, mentre Serie A, B e Lega Pro cercano di ritrovare la normalità: «Da lì arrivano le mie perplessità - spiega Damiano - Qual è oggi la normalità e dove dobbiamo cercare le date. La normalità sono i bambini a casa da scuola, gli anziani che si devono riguardare, i locali che si svuotano, lo sport che si ferma. Proprio per questo dobbiamo "allontanarci", prendere tempo, riflettere e riprogrammare. Senza drammi ma con la serietà che serve per affrontare una situazione delicata e grave».

Anche perché gli stessi calciatori sono preoccupati dalla situazione: se l'invito è quello a mantenere il metro di distanza per evitare il contagio, come si può giocare una partita in cui contrasti e contatti sono parte integrante del gioco? «Ovviamente non c'è tranquillità - le parole del vicepresidente dell'Assocalciatori Umberto Calcagno in un'altra nota di ieri - La tutela della salute è il bene primario da perseguire. Speriamo si possa finire i campionati, ma la regolarità degli stessi viene comunque dopo la salute degli atleti e di chi lavora accanto a loro».

Il presidente della Figc Gabriele Gravina

Le parole di Gravina

La situazione è delicata: l'ipotesi di una sospensione si fa per la prima volta concreta, complici i casi di contagio in costante aumento. Sul tema interviene anche il numero uno della Figc, Gabriele Gravina: «Esiste il rischio reale di una sospensione del campionato qualora dovesse esserci un caso di Coronavirus tra i calciatori - le sue parole in un'intervista a Dribbling, su RaiDue - Adotteremmo tutti i provvedimenti per la tutela degli atleti, cercando di capire che impatto avrebbero sull'attività sportiva. Non possiamo escludere nulla, né azzardare ipotesi che non possiamo prevedere». E mentre la Lombardia di fatto "si blinda", stupisce la decisione di far disputare regolarmente (seppur a porte chiuse) la partita del pomeriggio tra Milan e Genoa in programma a San Siro.
Inoltre, proprio in virtù dell'emergenza sanitaria, Gravina svela che le amichevoli dell'Italia contro Inghilterra e Germania (in programma rispettivamente il 27 a Wembley e il 31 marzo al Grundig-Stadion di Norimberga) sono a rischio: «Sembra che la città di Norimberga chiederà di rinviare la partita - spiega il numero uno del calcio italiano - In Inghilterra c'è una disposizione di quarantena: mi auguro che si possa almeno giocare a porte chiuse».

Intanto, dopo un primo "no" alle partite in chiaro da parte della Lega Calcio, il Ministro dello Sport Vincenzo Spadafora con un post sul suo profilo Facebook svela che c'è ancora una possibilità: «Ho avuto vari contatti con i vertici del Calcio e le reti televisive e l'Agcom. C'è una soluzione possibile, sulla quale aspettiamo le valutazioni della Lega Serie A. Per questo ho scritto di nuovo al presidente Dal Pino. Attendiamo risposta». E la risposta è arrivata poco dopo, da Sky all'Ansa: «Da giorni era uscita la disponibilità a dare in chiaro su Tv8 la partita Juventus-Inter, per venire incontro agli appassionati, ma la Lega Calcio, peraltro con molte ragioni, aveva opposto impedimenti legali e normativi che non consentivano a Sky questa soluzione. Questi vincoli e i limiti permangono».

Non solo calcio

Prosegue anche la Serie A1 di basket, e non mancano le polemiche. Così il tecnico di Sassari, Pozzecco: «C'è un decreto che dice che bisogna stare a un metro di distanza e in gioco non è possibile. Va fermato tutto». «D'accordo» anche coach Bucchi della Virtus Roma.