Francesco Totti è stato ospite insieme a Marcello Lippi e Paolo Condò del programma "Food Sport" su Radio Radio. Il 10 ha parlato del suo rapporto con l'ex ct e i ricordi legati al Mondiale vinto in Germania nel 2006. Ecco le sue dichiarazioni:

Cosa ti lega a Lippi?
"I ricordi, levato quell'infortunio, sono tutti positivi. Oltre ad aver conosciuto un grande allenatore, ho conosciuto un uomo spettacolare, un padre. Mi ha coccolato in tutto e per tutto. Ha cercato in tutte le maniere di darmi forza e voglia di poter disputare quel Mondiale. Con quel piccolo incontro a Villa Stuart ha fatto sì che scattasse qualcosa nella mia testa. Nei venti giorni di Coverciano mi prendeva da parte e c'era una sintonia diversa rispetto altri allenatori. Vincere la coppa del mondo è il coronamento di un sogno, ma la vittoria più bella è stata il rapporto umano che si è creato con il mister Lippi".

Lippi è contato più di Spalletti quindi?
"Diciamo che sono due allenatori diversi e hanno due pensieri diversi. Rispettabili entrambi".

Chi ha vinto a carte prima della finale dei mondiali tra te e Gattuso?
"Alla fine alle sei di mattina è finita in pareggio".

Come hai fatto a integrarti con Lippi essendo un simbolo della Juve e tu della Roma?
"Noi eravamo in Nazionale e pensavamo solo a quello. Non c'era spazio per Roma, Juve o Inter. L'unione era la nostra forza e l'obiettivo era portare gli azzurri il più lontano possibile La determinazione che mettevamo in ogni allenamento ci ha portato sul tetto del mondo".

Con Lippi la Roma avrebbe vinto di più?
"Quando alleni una grande squadra significa che c'è un grande allenatore. Quando hai i campioni per il tecnico è tutto più facile, bisogna solo gestire i giocatori e in questo era il bravissimo. Per me non è venuto perché non c'era la squadra per vincere (ride, ndr). Certo ci avrebbe dato qualcosa in più".