Prima di Sandro Tonali, c'era Lorenzo Tassi: paragonato a Baggio (ma con tanti punti di contatto con Andrea Pirlo), l'ex piccolo fenomeno del Brescia a 24 anni vive già di gloria passata. Lo chiese il Milan, lo prese l'Inter, piaceva anche alla Roma, che sabato se lo ritroverà di fronte. Sempre che giochi, che non è per nulla detto: domenica, quando l'Arezzo ha perso 4-3 a Crotone nel secondo turno di Coppa Italia (sconfitta che ha dato il via all'amichevole con i giallorossi: con un risultato diverso i toscani, nel prossimo week-end, sarebbero andati a Marassi per sfidare la Samp), Tassi è rimasto tutta la gara in panchina.

Lo scorso anno, sempre a Prato, ha giocato molto poco: appena 10 presenze, in un campionato che aveva portato le sostituzioni da 3 a 5, favorendo la raccolta di spezzoni dei panchinari. L'anno prima ne aveva fatte 22 con il Vicenza, forse l'anno migliore della sua seconda parte di carriera: l'anno prima l'Inter aveva provato a prestarlo in serie B, all'Avellino, ma non aveva giocato un minuto. Fino a gennaio non era mai stato neppure portato in panchina, da febbraio di nuovo in serie C, da febbraio a giugno alla FeralpiSalò, 12 presenze e un gol. L'anno prima 16 gare e una rete a Savona, ma in una stagione intera, nel 2014-15, il suo primo campionato da professionista, 21 con il Prato, che all'epoca era una sorta di società satellite dei nerazzurri.

L'esordio tra i professionisti lo aveva fatto ben prima, il 22 maggio 2011, ultima di campionato, Brescia-Fiorentina 2-2, con Iachini che gli regalò un quarto d'ora al posto di Antonio Filippini. I suoi coetanei quell'anno giocavano con gli Allievi Regionali, chi riusciva a debuttare in Primavera doveva quantomeno offrire da bere per festeggiare: lui fu il più giovane giocatore utilizzato in quel campionato di serie A, a 16 anni e 99 giorni. Il secondo più giovane esordiente della storia del Brescia: meglio (a 16 anni e 2 giorni), solamente Andrea Pirlo, che come lui nasceva trequartista, per poi arretrare, pian piano, in cabina di regia. Il Milan offrì 5 milioni per lui quando aveva 15 anni, Corioni, che lo considerava il nuovo Baggio, disse che ne valeva il doppio. Quando lo prese l'Inter, a 17 anni, il prezzo era già sceso: tre anni di Primavera, senza impressionare più di tanto. Il calo dei Tassi, e del relativo interesse, era già iniziato.