L'adrenalina di una partita di calcio sa regalare brutti scherzi. Per informazioni, chiedere a "King" Eric Cantona, protagonista di uno dei gesti più eclatanti nella storia del calcio. Il 25 gennaio 1995, durante un Crystal Palace-United, viene espulso. Prima di abbandonare il campo, pensa bene di colpire con un calcio in stile kung-fu un tifoso avversario, Matthew Simmons, che lo ha insultato. La stella francese becca una squalifica di otto mesi, a cui si aggiunge una multa di 20mila sterline. Stangata di sette mesi, invece, per lo spagnolo David Navarro: al termine di un Valencia-Inter di Champions del 2007 si scatena una mega-rissa, tutti inseguono tutti, volano calci e pugni; lui ne riserva uno a Burdisso, fratturandogli il setto nasale. Oltre alla squalifica, rimedia anche 6mila euro di ammenda.

Il gesto del vaffa...

Al di là degli episodi di violenza vera e propria, non mancano gestacci et similia, che al giorno d'oggi vengono puntualmente beccati dalle telecamere. Il dito medio ai tifosi milanisti di Roberto Mancini in un derby del 31 gennaio 2016 costa all'attuale Ct un turno di squalifica. Ne prende due Delio Rossi, dopo aver rivolto lo stesso dito a Burdisso e Totti in un Sampdoria-Roma del febbraio 2013.
Si gioca la nazionale tedesca per colpa di un dito medio Stefan Effenberg: durante i Mondiali del '94, mentre abbandona il campo nella sfida con la Corea del Sud, lo mostra senza ritegno ad alcuni suoi tifosi. Il Ct Berti Vogts lo rispedisce seduta stante a casa: «Per quanto mi riguarda, ha chiuso con la nazionale». In effetti il centrocampista tornerà a vestire la maglia della Mannschaft soltanto in due amichevoli datate 1998.

Non usa dita, bensì la lingua, Diego Armando Maradona, che insulta ripetutamente i giornalisti al termine di una gara tra Argentina (di cui all'epoca è Ct) e Uruguay: il "Pibe de Oro" ne dice di tutti i colori, tanto da rimediare una squalifica di due mesi e una sanzione economica di poco superiore ai 16mila euro. A dimostrazione del fatto che a volte nemmeno il nome altisonante riesce a evitare la giusta punizione.