Sarà quasi il Porto migliore quello che ci troveremo di fronte mercoledì sera al Do Dragao (Conçeicao avrà a disposizione tutta la rosa fatta eccezione per Vincent Aboubakar, fermo da ottobre per la rottura del legamento crociato del ginocchio sinistro e Jorge che non è un titolare ed è fuori da tempo per motivi personali) ma con un "primato" in meno: la sconfitta subita sabato sera, 2-1 in casa, contro il Benfica è costata la testa della classifica persa dai biancoblù proprio a favore delle aquile di Bruno Lage, ora avanti di due punti (l'ultima sconfitta in campionato risaliva al 7 ottobre, anche in quell'occasione contro il Benfica e sempre di misura).

Il Porto si è allenato ieri (ha lavorato col gruppo anche Corona: non è nulla di grave, infatti, la botta rimediata dall'esterno contro il Benfica) e lo farà anche oggi (a mezzogiorno a porte chiuse). Al termine della seduta, all'esterno del centro sportivo, Marega ha avuto un confronto chiarificatore con i tifosi presenti: obiettivo comune concentrarsi sulla Champions League. Lo stesso attaccante maliano ha voluto archiviare il ko di sabato con un post sul proprio profilo Instagram: «Chiedo scusa a tutti i tifosi per la sconfitta. Rialzeremo la testa e conquisteremo i nostri obiettivi».
E il prossimo obiettivo del Porto è proprio la qualificazione ai quarti della Champions. Il confronto di fine allenamento è stato richiesto dai tifosi del Porto che hanno preteso un chiarimento da Marega in merito alla questione del controllo antidipong a sorpresa del 1° marzo. La federazione portoghese c'ha voluto vedere chiaro sulla "miracolosa" terapia che ha consentito all'attaccante maliano di recuperare in poco più di 20 giorni da una lesione muscolare che, stando alla prima diagnosi, doveva costargli quasi due mesi di stop. L'Adop si è presentata a sorpresa nel centro sportivo Olival per fare dei controlli incrociati a Marega. Club e calciatore hanno comunque chiuso il caso affermando pubblicamente di non avere nulla da temere. I tifosi ieri hanno chiesto a Marega di confermarlo di persona.

Il Porto che troveremo

Conceiçao per la sfida contro di noi avrà ampia scelta: con tutto il gruppo a disposizione potrà variare anche il sistema di gioco. Dopo aver optato per il 4-3-3 nella sfida dell'Olimpico, nelle successive quattro gare (tre in campionato, una in coppa di Portogallo) ha sempre scelto il 4-4-2. E col 4-4-2 ha perso col Benfica. Contro le aquile è rimasto in panchina Eder Militao: il difensore brasiliano (il Real è pronto a sborsare 45 milioni per averlo dalla prossima stagione), non gioca da quando è stato "beccato" in discoteca fino a tarda notte: club e tecnico hanno deciso di punirlo dopo la "bravata", ma difficilmente Conceiçao lo lascerà fuori anche contro di noi, troppo importante la sua presenza per privarsene in una gara che, dopo aver perso la vetta della Primeira Liga, vale molto di più di un "semplice" quarto di finale di Champions League.

Contro il Benfica è andato in panchina anche Danilo, non al meglio, subentrato poi nella ripresa. Al momento le probabilità che Conceiçao possa affidarsi ancora al 4-4-2 sono poche (contro il Benfica davanti a Casillas c'erano Manafá, Pepe, Felipe e Alex Telles, in mediana Herrera e Oliver Torres con Corona e Brahimi esterni, in attacco la coppia formata da Marega e Adrian Lopez), e i media portoghesi spingono per il 4-3-3: un sistema di gioco che permetterebbe a Conceiçao di schierare i migliori e avere più varianti sulle corsie laterali.

Dando per scontato il ritorno nell'undici di partenza di Militao, come esterno destro di difesa, il resto della retroguardia sarebbe quello formato dalla coppia centrale con Felipe e Pepe, e Alex Telles a sinistra. La scelta sui tre di centrocampo ricadrebbe su Danilo, Herrera e Oliver Torres; a quel punto Corona e Brahimi verrebbero avanzati a supporto di Marega. Il 4-3-3 è il sistema che Conceiçao ha usato di più nella Champions, lo ha fatto nella sfida dell'Olimpico, e alla fine dovrebbe riproporlo anche mercoledì col bisogno di ribaltare la sconfitta dell'andata.