Torna a vincere l'Italia e conquista così il terzo posto nella Nations League battendo di misura un Belgio privo dei suoi top player con lo stesso risultato dei quarti di finale dell'Europeo, lo scorso luglio all'Allianz Arena. E se allora il doppio vantaggio era maturato nel primo tempo, ieri allo Juventus Stadium (di fronte a 18500 spettatori) c'è voluta la ripresa per cambiare lo stallo iniziale: ci ha pensato subito Barella riprendendo una respinta da calcio d'angolo e ha raddoppiato Berardi su rigore dopo un fallo di Castagne su Chiesa. Nel finale ha accorciato il nuovo entrato De Ketelaere e nel lungo recupero Mancini ha tenuto la beffa dopo che la buonasorte nella partita aveva favorito gli Azzurri: il Belgio ha preso tre pali.

L'Italia non ha mai rinunciato alle pressioni più alte, al suo gioco veloce a due tocchi e palla a terra, lo stesso che su qualche giornale è stato ripudiato alla prima sconfitta dopo 37 risultati positivi. Mancini ha cambiato cinque giocatori rispetto alla formazione sconfitta con la Spagna, senza che la squadra ne abbia risentito sotto il profilo del gioco. Dentro Acerbi, Locatelli, Pellegrini, Berardi e al centro dell'attacco il giovanissimo Raspadori, con Chiesa tenuto stavolta largo a sinistra (e a volte pure centravanti). Belgio con diverse assenze pesanti, Lukaku e Eden Hazard fuori e De Bruyne tenuto inizialmente in panchina. Il primo tempo si è tenuto in equilibrio, ma la gestione del gioco è stata soprattutto azzurra. Agli ospiti è stata lasciata una sola occasione da rete (Saelemaekers al 25°, incrocio dei pali con un piattone dal limite su suggerimento di Batshuayi), in ogni caso meno ghiotta di quella orchestrata dalla coppia di esterni Berardi (in regia) e Chiesa (in rifinitura), ma la conclusione dello juventino destinata all'angolino è stata deviata con la punta del piede da uno strepitoso Courtois. Bene Pellegrini nel ruolo di mezzala, con grandi qualità in ogni singola giocata, e un secondo tempo in crescendo, prima della sostituzione con Cristante.

Ad inizio ripresa l'equilibrio si è perso grazie ad una splendida intuizione di Barella, pronto a calciare al volo dal limite un corner battuto da Acerbi e respinto di testa dal primo palo da Batshuayi. In vantaggio l'Italia ha preso a giocare sul velluto e Martinez, preoccupato, ha inserito De Bruyne e De Ketelaere, cambiando in un colpo solo l'intera linea di trequarti. E il poco conosciuto talento del Bruges ha avuto subito la giusta intuizione servendo in profondità Batshuayi che calciando di destro da posizione defilata ha colto la traversa, secondo legno di giornata. Un capovolgimento di fronte e l'Italia ha messo al sicuro il risultato, merito ancora una volta di Chiesa che ha puntato Castagne in area costringendolo all'intervento avventato: rigore senza bisogno del Var. Trasformazione di Berardi, nonostante la mano protesa di Courtois. Al 24° c'è voluta tutta la lunghezza di Donnarumma per respingere il destro di Alderweireld in visita nell'area italiana. Mancini ha inserito allora Cristante e Jorginho per intensificare il palleggio richiamando Barella e Pellegrini, ma il Belgio ha trovato nuovi spazi addirittura in contropiede e dopo l'ennesimo palo, stavolta di Carrasco, ha trovato il 2-1 su corner azzurro, intercettato da Courtois, rilanciato verso De Bruyne e in verticale finito a De Ketelaere, arrivato al cospetto di Donnarumma e bravo a batterlo mirando tra le gambe.