Metti una sera a cena...o forse un pomeriggio... "Quattro amici al bar" e tante chiacchiere che alla fine diventano un progetto serio, divertente e anche un po' matto, quel tanto che basta. Artisti romani che canteranno la Roma, questa sera al Wishlist di San Lorenzo: un repertorio che andrà dalle storiche canzoni romane, ai cori da stadio di sempre. Ci saremo anche noi a cantare la Roma a via dei Volsci, insieme agli artisti che si alterneranno sul palco a partire dalle 22. Con un dress-code rigorosissimo quanto piacevole. Entrerà solo chi indosserà qualcosa della Roma, possibilmente molto vintage. Una serata speciale, una serata dove a parlare è il cuore, l'amore, non quello delle commedie romantiche ma quello vero, una serata con un'unica prerogativa: la fede romanista.

Daniele, Ginger per gli amici e per tutti quelli che lo seguono nelle serate "Borghetta Stile", forse ci ha messo qualcosa in più in questo progetto. L'esperienza da dj e quella «sana mitomania» (come scrive ironicamente sulla sua fan page) che rende tutto più unico. Due domande gliele abbiamo fatte per conoscere meglio questa serata - il cui incasso sarà devoluto in beneficienza - nata per caso, ma che ci piace tanto anche solo per il nome scelto: Roma Canta la Roma.

Daniele, raccontaci com'è nata l'idea della serata.
«Quando organizziamo le serate, cerchiamo sempre di non farle combaciare con le partite della Roma, ma il calcio moderno con anticipi e posticipi a orari impensabili, a volte, ci costringe a seguire le partite con mezzi di fortuna, come un telefonino e uno streaming che salta in continuazione. E così ti ritrovi a soffrire, a esultare, a familiarizzare con tanti artisti Romanisti che sono nella tua stessa condizione, e condividono la tua stessa passione. Da cosa nasce cosa, ed eccoci qui a fare qualcosa tutti insieme, per divertirci e per divertire, per passare una serata con la Nostra Roma».

Amici nella vita e amici allo stadio, no?
«È inevitabile. Gli amici di una vita sono quelli con cui inizi ad andare allo stadio da pischello, quando vai a scuola, fai il primo abbonamento e vai insieme al genitore coraggioso che si prende la responsabilità di portarti allo stadio, con amichetti annessi. Poi diventi grande e conosci tante persone lì, persone che ti porti dietro per tutta la vita».

"Roma Canta la Roma". Mai nome fu più azzeccato...
«Ci piaceva l'idea di un nome identificativo, qualcosa che fosse testimonianza di quanto l'Amore per questa Squadra sia radicato nell'immaginario collettivo, nella cultura e nel tessuto sociale di questa città. C'è il desiderio di fare una cosa carina, senza però prendersi troppo sul serio, di divertirsi rendendo omaggio a qualcosa che unisce, proprio come fa la musica, migliaia di ragazzi più o meno giovani, cresciuti tifando Roma dagli anni Ottanta in poi».

Tu sei un dj molto conosciuto nella Capitale. Quanto c'è di tuo in questa serata?
«Io e il mio staff facciamo serate a Roma e in tutta Italia da tredici anni. Questa l'abbiamo organizzata con il format di Giovedissimo che utilizziamo solitamente per i concerti e la musica dal vivo».

Voci di corridoio dicono che ci saranno tanti artisti stasera. Tutti rigorosamente romani e romanisti.
«Assolutamente sì, ci saranno artisti già affermati, che non possiamo annunciare e giovani promesse della scena indie romana, quasi tutti abbonati allo stadio. Sarà una serata da passare tra amici, in buona compagnia».

Quindi canzoni romane e cori da stadio in versione acustica, ma si preannunciano anche tante risate...
«Un giorno riflettevamo su quanti cori della Sud vengano da canzoni più o meno conosciute, che per noi ormai sono diventate più famose come coro che come hit. Chi è che ormai, quando ascolta ‘Maledetta Primavera', sul ritornello non urla ‘c'è una ragione, ho la Roma in fondo al cuore'? Oppure non succede anche a voi, quando sentite ‘Qualcosa di Grande' dei Lunapop, di proseguire con ‘so' 10 punti e tu lo sai, ma quanno li rifai'? Ci sarà anche qualche concessione più pop e tante risate, assolutamente».