Campo Testaccio tornerà a essere un impianto sportivo, anche se non subito. Ci vorranno almeno due anni per conoscere il futuro dell'ex tana romanista ma già a settembre l'area potrebbe essere riconsegnata al rione. Questo è emerso dalla riunione di ieri tra l'Assessore allo Sport del Comune di Roma Daniele Frongia, il suo collega del Municipio I Emiliano Monteverde e le associazioni di cittadini che rappresentano le varie anime del rione.

L'incontro si è svolto alla biblioteca "Enzo Tortora", dove già in passato le parti si sono incontrate per tracciare il percorso da seguire e che affaccia proprio sul Campo. Ieri, a due anni di distanza, quel percorso ha una tempistica più definita. Un confronto necessario per chiarire i prossimi passi dell'iter e l'eventuale ruolo del Municipio nella gestione provvisoria dell'area in attesa del progetto finale. Su questo ultimo punto è arrivato un chiaro segnale di apertura da parte di Frongia: «C'è da parte nostra la massima disponibilità a passare la gestione amministrativa al Municipio», questione che in ogni caso dovrà passare per l'Assemblea capitolina prevista per fine mese. Eventualità che fa rientrare le tensioni delle scorse settimane tra Comune e Municipio e testimonia una certa unità di intenti tra M5S e PD.

Le notizie più importanti però arrivano dalle tempistiche dettate dall'Assessore, accompagnato all'incontro dall'ingegnere che segue i lavori. Lo scorso ottobre è finita la pulizia da vegetazione, erbacce e rifiuti di ogni tipo. Un primo passaggio che ha riportato alla luce due criticità: la presenza di un cratere, frutto degli scavi dei precedenti lavori per il parcheggio, e una condotta fognaria che serve la vicina scuola. Le gare pubbliche sono state già lanciate e entro il prossimo 15 febbraio partiranno i lavori per la messa in sicurezza della tubatura. Mentre entro fine aprile inizieranno quelli per riempire la buca e livellare il terreno. «La zona potrebbe essere riconsegnata entro il mese di settembre», dice Frongia. Burocrazia permettendo, chiosa l'ingegnere.

A quel punto si aprirà «una fase provvisoria di almeno due anni» in cui il campo diventerà uno spazio verde gestito dalle associazioni, aggiunge l'Assessore. A patto che non sia una fase "provvisoria" all'italiana con tempi dilatati: è questa la preoccupazione degli abitanti del rione e dal Roma Club Testaccio nelle scorse settimane. Questo momento transitorio porta poi all'ultimo step, quello del progetto definitivo che oltre al fazzoletto di campo include le zone circostanti. In questo senso l'unica certezza è che Campo Testaccio tornerà a essere un impianto sportivo gestito dal privato che avrà anche l'onere di ricostruire il campo.

Al momento sono 11 le società sportive che si sono interessate al progetto ma sui nomi c'è riserbo da parte di Frongia che però, avvicinato a margine dell'incontro da Il Romanista, a precisa domanda di un possibile interessamento della Roma ha risposto: "Non posso dire niente ma non smentisco". Per rivedere un pallone rotolare su questo glorioso prato dovremo ancora attendere, l'unica cosa certa è che il 2019 può e deve essere l'anno di Campo Testaccio.