Le iniziative organizzate per tentare di dare nuova luce e per far crescere la partecipazione popolare nei confronti della città di Roma sono molteplici. Ma, senza dubbio, una delle più originali è quella che si è inventata Giovanni La Gorga, alias Dj Giovannino. Il suo format è tanto originale quanto efficace visti i risultati degli eventi finora organizzati. Una discoteca a cielo aperto che parte nel tardo pomeriggio, coinvolge tutti i passanti con musica per tutti i gusti, la cui base operativa è una casa, in uno dei luoghi storici della Capitale, anzi più nello specifico, una finestra aperta e illuminata dalla quale il Dj propone una selezione di vinili. Il primo evento, organizzato in occasione della festa del 2 giugno, nel quadrante caratteristico che va da Via della Pace a Via di Tor Millina, ha riscosso molto successo ed è stato seguito, domenica scorsa, da quello in Piazza di Campo de' Fiori. Giovanni ci ha raccontato il suo progetto nel dettaglio.

Giovanni, partiamo dall'idea. Cosa c'è dietro questo format?
«Abito dietro Piazza Navona, esattamente dove stava il bar della Pace, storico locale di Roma, al posto del quale oggi ci sono discariche imbarazzanti di spazzatura, dalle quali escono addirittura dei ratti. In quel bar, in altri tempi, ci ho incontrato Robert De Niro, Al Pacino, i Kennedy, Bon Jovi, Uma Thurman. Insomma, sembrava di stare a Hollywood e oggi, invece, ci sono ratti, spazzatura e macchine parcheggiate. In questo momento sono affacciato alla finestra e vedo una buca recintata che sta qui da settantanove giorni, una buca che potrebbe essere chiusa facilmente con cinque sampietrini e un po' di cemento. Tutto questo mi ha fatto talmente indignare che ho voluto pensare a un modo per riportare qui la gente, soprattutto i giovani e i giovanissimi che devono vivere la vivacità del centro storico della Capitale, ormai da loro spesso abbandandonata. E quale modo migliore se non organizzando una festa? Mettere dischi dalla finestra, bella musica, di qualità, per cinque/sei ore, così da riavvicinare la gente a Roma e anche alle vecchie conoscenze. Era nata come un'idea, poi mi sono informato e le ho dato vita».

E quindi è arrivata la ‘prima data' del 2 giugno scorso...
«Esatto. È stata una serata pazzesca, hanno partecipato quasi 4000 persone. Sono passate a trovarmi anche Asia Argento e Violante Placido, era una bella situazione, chiunque passava si fermava e non andava più via, soprattutto i turisti. Alla fine, se ci pensiamo, a qualsiasi persona in viaggio nella Capitale piacerebbe trovare una situazione come questa, di spensieratezza, di divertimento, di relax, che mette a nudo la bellezza mozzafiato di Roma».

È stato facile organizzare il tutto?
«Assolutamente no. Soprattutto per quanto riguarda la questione dei permessi. Al Comune mi prendevano per pazzo e non sapevano che pratica dovessi aprire, che permesso si dovesse chiedere per una cosa del genere. Non gli era mai capitato nulla di simile. Alla fine sono riuscito a farlo però, molti hanno compreso questa mia volontà di protesta pacifica, ne sono stato molto felice».

Poi c'è stato Campo de' Fiori, domenica scorsa. Com'è andata?
«Per me Campo de' Fiori è stata una sfida importante. Anche questa è una location che ha perso molto del valore che aveva qualche tempo fa, ormai è una piazza costruita a misura di turista, che non offre nulla a un cittadino romano doc. Era una piazza dove noi andavamo da giovani a bere alla Vineria Reggio, o alle Teste Matte, c'erano quei posti dove andavi e ti sedevi a bere una cosa con la consapevolezza che avresti sicuramente incontrato qualcuno che conoscevi, anche chi ti stava antipatico. È stato complicato anche trovare la casa, che alla fine ho affittato e dalla quale ho suonato. Però anche questa data ha riscosso il suo successo, è andata bene, mi ritengo soddisfatto».

Che genere di musica si ascolta durante le tue serate?
«Faccio questo mestiere con passione da tantissimi anni. Me la sono studiata alla perfezione la musica da suonare. Propongo quindi una selezione che va dal funk al groove, dagli anni Settanta/Ottanta fino all'house moderna. Rigorosamente in vinile».