Il terremoto innescato nelle ultime 48 ore dalla creazione della SuperLega rischia di arrecare danni ingentissimi. Nell'immediato ai dodici club separatisti, con i quali la Uefa non sembra voler andare sul leggero. Passando dalle parole ai fatti fin da subito. Venerdì è in programma un esecutivo straordinario, in cui si discuterà della possibile esclusione dalle coppe europee delle squadre coinvolte. E fra le otto semifinaliste delle due competizioni ce ne sono ben cinque. «I club devono andarsene e mi aspetto che accada venerdì. Poi dovremo vedere come finire i tornei», ha tuonato ieri Jesper Moller, membro del governo continentale del calcio. Ne resterebbero dunque tre: Paris Saint-Germain in Champions, Roma e Villarreal in Europa League. Lo scenario più probabile, se fossero confermate le minacce, consisterebbe nel ripescaggio delle squadre eliminate nel turno precedente da quelle che risulterebbero escluse a tavolino. Se si seguisse questo criterio, la finale di El scaturirebbe quindi da un ipotetico doppio confronto fra Roma e Granada da un lato del tabellone; Villarreal e Slavia Praga dall'altro. Più complicata la questione in Champions, dove due delle 12 (Real e Liverpool) si sono sfidate fra loro e allora potrebbero tornare in gioco le altre tre uscite ai quarti: Bayern, Borussia e Porto. Ma al momento si tratta soltanto di scenari. Le eventuali sanzioni non sembrano riguardare invece i campionati nazionali in corso, che si concluderanno regolarmente. Ma è ancora tutta da definire la griglia delle coppe per la prossima stagione, che la SuperLega diventi realtà o meno.